Niente Europa per D’Alema, il Pesc è una lady

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È durato poco il sogno di Massimo D’Alema di diventare il primo Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune (Pesc) dell’Unione. In una riunione strategica a Bruxelles i 27 hanno designato Catherine Ashton, giá commissario UE del commercio. La carica piú importante dell’Europa post Trattado di Lisbona, quella di presidente permanente del Consiglio, é andata, invece, al premier belga Herman Van Rompuy. La candidatura della Ashton, o “Baronessa Cathy”-come la chiamano a Bruxelles- è stata una sorpresa per molti e una delusione sicura per D’Alema, fino a ieri il candidato più accreditato insieme al capo della diplomazia britannica, David Milliband. 

Secondo un accordo tra i due maggori gruppi parlamentari,  il ministero degli esteri doveva essere riservato ai socialisti e la presidenza ai popolari. Le previsioni sono state rispettate, anche se, sulla scelta della Ashton in concreto, sembra abbia influito la pressione del premier britannico Gordon Brown che aveva rivendicato con insistenza la nomina di Tony Blair alla presidenza. Una volta caduta la candidatura del ex premier, avrebbe chiesto e ottenuto un altro carico di prestigio per un nome britannico.

 Lo stesso capogruppo dei Socialisti Martin Schulz ha spiegato che la candidatura di D’Alema «purtroppo, ha dovuto confrontarsi con quella proposta da un membro del Consiglio europeo che fa parte della famiglia socialista e con un non fattivo attivismo del governo italiano». D’Alema ha incassato il colpo, limitandasi a fare «i migliori auguri alle persone che sono state nominate», e dichiarando che «è stato un onore essere stato candidato per un incarico così prestigioso in un momento così importante per l’Europa». 

Quelle che formalmente sono solo candidature, diverranno nomine ufficiali il 1 diciembre con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona.

Annastella Palasciano

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