Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Stabilimento Alcoa occupato, la lotta continua.

Stabilimento Alcoa occupato, la lotta continua.

sciopero fiom

Lo stabilimento Alcoa di Portovesme (Carbonia-Iglesias) è stato occupato oggi da oltre 400 operai.

Questa radicale forma di lotta è stata attuata dal momento che la dirigenza dell’azienda ha annunciato la chiusura definitiva dello stabilimento stesso.
Mercoledì oltre 200 lavoratori erano volati a Roma per un corteo di protesta, che ha tentato di raggiungere prima Palazzo Grazioli, residenza di Silvio Berlusconi, e poi Palazzo Chigi, scontrandosi con le forze di Polizia in seduta antisommossa.

I cancelli sono chiusi sia in entrata che in uscita e proprio in queste ore stanno affluendo allo stabilimento decine di altri operai, informati dell’evolversi della situazione grazie ad un rapido tam tam.
Sembra che tre dirigenti siano rimasti bloccati all’interno, poiché, come ha riferito un dirigente sindacale, “per il momento non possono uscire dallo stabilimento”.

Nelle prossime ore i rappresentanti dei lavoratori comunicheranno in quali forme si evolverà la lotta degli operai.
La FIOM, in una nota diffusa ieri, aveva tuonato contro il Governo delle destre e di Berlusconi, scrivendo che “Il Governo italiano non può limitarsi a fare propaganda ma deve fare la voce grossa e farsi valere su una vicenda così rilevante per una parte della struttura produttiva e industriale del nostro Paese”.

Difficile a questo punto comprendere il senso degli incontri con il Ministero per lo Sviluppo Economico, fissati per il 25 novembre e il 1 dicembre, che avrebbero dovuto affrontare la vicenda Alcoa.

Proprio mentre gli operai occupavano lo stabilimento sono state battute alcune agenzie che riportano parole dell’ad di Fiat Marchionne che ha candidamente ammesso che “non si può pensare di difendere tutto e di tenere tutti gli stabilimenti aperti”.
“Capisco la posizione degli operai sono disposto a lavorare con tutti, ma bisogna confrontarsi sulla realtà industriale e vedere qual’è la soluzione intelligente”.

Affidare le fabbriche agli operai, ricostruire una realtà produttiva a difesa del lavoro e del benessere di tutti, far sì che Marchionne, i dirigenti dell’Alcoa e tutti i loro simili non possano essere altro che lavoratori alle dipendenze degli operai, non sarebbe una soluzione intelligente?

Rimane l’altra strada: lasciare milioni di lavoratori senza lavoro e affidare la gestione della realtà industriale del Paese in mano ai soliti noti che faranno finta di adoperarsi per uscire dalla crisi.
Fino a quando non ne creeranno una nuova, magari peggiore.

Mattia Nesti