Galileo Galilei: ritrovati dita e denti

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Due dita e un dente, di Galileo Galilei, sono stati ritrovati, fortunosamente, da un collezionista. E’ accaduto durante un’asta, dove era stata offerta un’ampolla di vetro contentente i tre frammenti dello scienziato. La notizia ha subito fatto il giro del mondo e il ritrovamento denunciato alla Soprintendenza del Polo Museale fiorentino. Dopo gli ultimi accertamenti, circa l’autenticità dei reperti e la paternità degli stessi a Galileo, sarà possibile esporre il tutto al pubblico.

I tre cimeli galileani vennero asportati, dalla salma dello scienziato, nel 1737, dall‘archiatra di Santa Maria Nuova Gualtieri. Successivamente se ne persero le tracce per oltre un secolo, finché questo fortunato collezionista non ne ha reso noto l’acquisto.

L’esposizione, dopo un’elaborata opera di restauro, avverrà per la prima volta nella primavera del 2010, nel Museo di Storia della Scienza di Firenze, in occasione della riapertura della struttura. La nuova denominazione del museo sarà “Museo Galileo”. 

Sembra quindi che le ricerche spasmodiche, circa le spoglie mortali dello scienziato toscano,  siano giunte a una conclusione. Secondo gli esperti, sulla base delle numerose documentazioni storiche, non sussistono dubbi circa la paternità dei framenti. Altri cimeli mortali, asportati sempre nel 1737, si trovano già esposti nel Museo di Storia della Scienza e all’interno dell’Università di Padova, dove Galileo insegnò per quasi 20 anni.

Indubbiamente un colpo di fortuna che qualsiasi collezionista vorrebbe vivere almeno una volta nella vita!

 

Federica D’Ascani

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