La Monaca di Monza rivivrà tra arte e cultura

promessi sposi

Manzoni inserì la sua figura all’interno del manoscritto più famoso di cui si fece autore, i Promessi Sposi, suscitando scalpore all’epoca e riflessioni nell’epoca moderna.

La Monaca di Monza, però, visse realmente e si macchiò, anch’essa come il suo alter ego letterario, di delitti e nefandezze per amore di un giovane.

Marianna De Leyda, infatti, fu una nobildonna spagnola costretta, date le circostanze temporali che decretavano le sorti di una o più persone, a entrare in un convento di Monza con il nome di Suor Virginia.

Il prossimo 25 novembre la sua storia tornerà alla luce, tra storia, arte e cultura, grazie a una mostra nel Castello Sforzesco a Milano. Sarà l’occasione, inoltre, per un costruttivo percorso didattico, promosso dall’Alef e dall’Opera d’arte Milano.

Partendo dalla storia della Gertrude manzoniana, infatti, si ripercorreranno le gesta e i contesti culturali che decretarono la storia complicata di questa donna controversa.

Si scruteranno le vicende di Pia de Tolomei, di Ermergarda e di tutte le malmonacate della storia. In questo modo si approfondirà la condizione femminile nella storia, i soprusi ai quali le donne dovettero sottostare, anche in ambito familiare e non solo nella cerchia nazionale.

Visite guidate e rappresentazioni teatrali, e artistiche, faranno da cornice alla mostra evento di novembre.

Un’occasione per conoscere gli aspetti più profondi della storia passata, un modo per riflettere sugli errori al fine di non commetterli nuovamente.

Federica D’Ascani

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