Brunetta e “il braccino corto” di Tremonti

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“Il ministro Tremonti esercita un potere di veto sulle iniziative di tutti i ministri. Un blocco cieco, cupo, conservatore, indistinto”. Così parlò Renato Brunetta, ministro della Funzione pubblica in un’intervista rilasciata a Il Corriere della Sera in cui dà sfogo a tutta la sua insofferenza nei confronti del “braccino corto” del responsabile dell’Economia.
A sentir parlare Brunetta, il suo non è un pensiero isolato: “Tutti soffrono per il potere di veto di Tremonti, – spiega – il Tesoro esercita un egemonismo leonino, opaco e autoreferenziale. Una iattura. E lo dico convinto di interpretare lo spirito dell’intero Governo”.

Per il ministro anti-fannulloni, Tremonti “non può sostituirsi al Consiglio e al premier Berlusconi: non è questo che vogliono gli italiani”, anche se gli va  riconosciuto “il merito di avere tenuto la barra”. Parole dure e ferme che hanno spinto taluni a pensare che dietro l’outing al vetriolo del ministro della Funzione pubblica si celi l’intenzione di raggiungere incarichi più prestigiosi all’interno dell’Esecutivo. Voci prontamente smentite dal diretto interessato: “Non ho ambizioni personali. Io sto bene qui, dove combatto una battaglia epocale per la modernizzazione dello Stato”.

Maria Saporito

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