Il ministro del Welfar: la salute è anche questione di testa

Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi

Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi

Convegno sulla prevenzione e sulla salute come problematica sociale, quello presieduto venerdì a Milano dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi. Il titolo, “Sport, giovani e responsabilità sociale delle imprese nel territorio”, è tutto dire. Salute e benessere dipendono anche dal comportamento, e dunque quanto mai dalle abitudini radicate.

In particolare, l’accento è stato posto su un argomento non sempre considerato in relazione alla salute: la sedentarietà. E’ vero, ci hanno sempre detto che un po’ di movimento fa bene, che l’aria aperta è salubre, che avere degli hobbies, tra i quali qualcuno “che scarica” è un  fattore di vitale importanza a tutte le età. Ma questa volta si è pensato oltre, per dare “una scossa” ai poltroni italiani.

La vita sedentaria è stata inquadrata, è il caso di dirlo, fra i quattro fattori capitali atti a favorire “l’insorgere di malattie che tendono a cronicizzarsi”. Gli altri tre? L’alcol in eccesso, l’alimentazione errata e il fumo. Anche questi tre fattori sempre in agguato nella vita di ogni persona di oggi, però, discenderebbero in buona parte proprio dal primo nemico: la sedentarietà, e dunque la pigrizia.

Sarebbe da prender per vero alla lettera, dunque, il vecchio detto secondo cui “l’ozio è il padre di tutti i vizi?”. Vero è che la pigrizia, se non contrastata, può portare a forme depressive di lungo corso, da cui diviene difficile uscire, ed alcol, fumo, cattiva alimentazione, a turno o in una volta sola, se tendono a manifestarsi a più riprese nella vita di chiunque, di certo non si fanno attendere troppo nel caso di periodi “sotto tono”.

Uno degli obiettivi che il ministro Sacconi si ripropone attraverso le iniziative della piattaforma nazionale “Guadagnare salute”, come spiega, “è quello di allungare la qualità attesa nella propria vita, mentre purtroppo nelle condizioni attuali tende ad essere consistente la parte della vita in cui prevale la dipendenza dagli altri“.

Sandra Korshenrich

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