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L’attacco di Brunetta a Tremonti, e successive difese

Il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta
Il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta

E’ scoppiata la polemica, oggi, sull’argomento riguardante il ministero dell’Economia, o meglio il suo attuale inquilino, il ministro Giulio Tremonti, a seguito dell’attacco da parte del ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta in una intervista di ieri al Corriere della Sera.

Il ministro Brunetta si mostra infatti tutt’altro che soddisfatto del modo dell’inquilino di via XX settembre di rivestire proprio la sua “funzione”. “Bisogna cambiare passo”, secondo le parole di Brunetta. “Il ministro Tremonti esercita un potere di veto sulle iniziative di tutti i ministri. Un blocco cieco, cupo, conservatore, indistinto”.

Si è recentemente assistito, in effetti, al fatto che, di fronte a qualunque o proposta provenga da parte di qualsiasi ministero, ecco che arrivano i quattro conti che qualcuno deve pur fare nel salvadanaio pubblico, di solito con qualche fermo contrasto all’iniziativa di turno interposto da parte di Tremonti. Il clima economico, bisogna dirlo, non è dei più favorevoli alla creatività dei nuovi progetti. Ed il blocco delle iniziative è quasi sempre assicurato, con disappunto di chi le elabora.

La maggioranza ha confermato la sua intenzione di mostrarsi compatta, contrastando il più possibile le tesi riguardanti sue eventuali spaccature interne, nel confermare il proprio appoggio al ministro Tremonti.

Con comunicazioni di solidarietà e di approvazione sono accorsi in difesa dell’operato e del ruolo di Tremonti, il portavoce di Berlusconi Paolo Bonaiuti, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, il ministro dell’Interno Roberto Maroni, che ha visto di recente sottoposta a rischio bocciatura, proprio ad opera della linea decisionale di Tremonti, la sua proposta di incrementare la sicurezza nel Paese.

Sandra Korshenrich