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Lavoro e immigrazione clandestina, in Francia è linea dura

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Il Ministro del Lavoro e degli Affari Sociali francese, Xavier Darcos, ha annunciato il varo di nuove norme riguardanti il contrasto all’immigrazione clandestina, norme che prevedono in maniera particolare sanzioni nei riguardi di coloro che assumono lavoratori stranieri non in regola. Coloro i quali si servono di manodopera clandestina rischiano la chiusura forzata delle loro aziende da parte dei prefetti.

Intervistato dal quotidiano Le Parisien, Darcos dichiara che i prefetti avranno il potere di decretare la “chiusura amministrativa delle imprese – soprattutto cantieri edili – che fanno ricorso alle prestazioni lavorative di persone presenti illegalmente sul territorio nazionale”. Il Ministero dovrebbe varare nel corso di questa settimana le nuove, rigide regole sui controlli da parte dell’Ispettorato del lavoro: “Faremo ricorso a sanzioni destinate a colpire il portafoglio e l’immagine delle aziende che usano determinati metodi”.

L’obiettivo del governo-Sarkozy è quindi colpire non tanto il fenomeno dell’immigrazione clandestina quanto quello del lavoro nero, anche per “costringere” le imprese a rivolgersi esclusivamente a lavoratori in regola con i documenti e ridurre lo sfruttamento di manodopera illegale. Secondo una stima fornita dallo stesso Ministero, il lavoro degli immigrati irregolari in Francia incide annualmente per 60 miliardi di euro, circa il 4% del Prodotto Interno Lordo transalpino.

Daniele Ciprari

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