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Sequestro di massa nelle Filippine, 29 morti

Phillippines Muslim Rebels

Nell’isola di Mindanao, sud delle Filippine, circa 50 persone sono state sequestrate stamani da un gruppo di uomini armati. Il commando criminale ammonta a circa un centinaio di miliziani; tra i rapiti, condotti dai loro sequestratori nell’area montana di Maguindanao, 29 persone sono già state uccise.

Secondo le prime informazioni fornite, il sequestro di massa ha degli inquietanti contorni di natura politica: il mandante dell’azione sarebbe infatti un esponente politico del luogo – della famiglia degli Ampatuan – e il massacro non è che una sorta di “avvertimento” nei confronti di un avversario a lui contrapposto in vista delle elezioni politiche ed amministrative filippine, previste a maggio del 2010.

Tra le vittime del rapimento vi è la famiglia (moglie, fratello e sorella) di Ibrahim Mangudadatu, attuale vicesindaco della città di Buluan e candidato al posto di Governatore della Provincia, oltre ad avvocati, giornalisti e altri politici locali. Un portavoce dell’esercito filippino ha dichiarato che nell’area sono state inviate truppe speciali, per il ritrovamento dei sequestrati e come azione preventiva contro eventuali nuove azioni di violenza.

Daniele Ciprari