Giustizia, la reazione indispettita della maggioranza alle esternazioni di Ciampi

Carlo Azeglio Ciampi

Dopo la lunga intervista rilasciata  ieri a La Repubblica, in cui Carlo Azeglio Ciampi, Presidente emerito della Repubblica, esprimeva tutte le sue reticenze sul ddl che dovrebbe abbreviare i tempi dei processi, arrivano le risposte piccate della maggioranza.  La prima è quella del capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto: “Al coro giustizialista non poteva mancare il senatore Ciampi, che non è mai stato al di sopra delle parti ma sempre schierato su una posizione precisa. La sua presidenza della Repubblica, sia pure con toni diversi da quelli del tutto faziosi usati dal suo predecessore, Scalfaro, fu chiaramente orientata contro il centrodestra. Dunque – ha concluso Cicchitto – non ci meravigliamo di assistere oggi al ritorno in pista di Ciampi in funzione della campagna lanciata dal gruppo editoriale ‘La Repubblica-l’Espresso'”.

Trachant anche la reazione di Maurizio Gasparri: “Nel 1999 non votai Ciampi a Presidente della Repubblica. E feci bene. Quello che pensavo di lui nel 1999 evidentemente è ancora valido”. Il ministro Angelino Alfano decide inceve di optare per un registro più cauto e sofisticato:  ”La proposta di legge Gasparri-Quagliarello-Ricolo mette al centro il cittadino” ha assicurato il Guardasigilli.  Citando un sondaggio che attesta l’alto tasso di sfiducia degli italiani nei confronti della giustizia, Alfano ha aggiunto: “Credo che questa sfiducia sia dovuta anche al fatto che alcuni magitrati non seguono le indicazioni che tanti Presidenti della Repubblica hanno dato nel tempo, e cioe’ che oltre ad essere imparziali, bisogna apparirlo. E’ indispensabile – ha insistito Alfano – essere imparziale ma anche apparire imparziale perche’ il cittadino deve avere la certezza di avere davati a se un magistrato che non abbia nessun pregiudizio ideologico, politico e colturale nei confronti di nessun cittadino italiano”.  Leva lo scudo a favore di Ciampi invece Antonio Di Pietro che sorttolinea la nota “terzietà” dell’ex Presidente della Repubblica, mentre la capogruppo del Pd in commissione Giustizia alla Camera, Donatella Ferranti, in riferimento alle esternazioni di Ciampi afferma: “Chi lo accusa è in malafede perché scambia il rispetto delle regole con il giustizialismo mentre le parole del ministro Alfano tradiscono la sua vera esigenza ,cioè difendere gli interessi di Silvio Berlusconi. Il processo breve, infatti, non garantisce tutti i cittadini – conclude Ferranti –  ma solo uno”.

Maria Saporito

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