“Ju tarramutu”, voce agli aquilani che raccontano la verità

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Si intitola “Ju tarramutu” il libro che la scrittrice aquilana Samanta Di Persio ha scritto per dare spazio alla voce dei suoi concittadini irrimediabilmente segnati dalla tragedia dello scorso 6 aprile. Quasi 400 pagine di testimonianze inedite e toccanti rese all’ombra dei riflettori e lontane dai microfoni. Oggi il Fatto Quotidiano dedica un’ampia pagina al libro edito da Casaleggio Associati, riportando la rabbia dei tanti aquilani sopravvisuti al terremoto che raccontano di un disastro annunciato. E mai scongiurato.

“Il terremoto ogni volta viene a mettere a nudo meschinità umane, errori e superficialità tecnologiche. In particolare a L’Aquila ha messo in evidenza grandi errori del passato”. A dirlo è Antonio Perrotti, architetto della regione Abruzzo che, a proposito della gestione politica del post-terremoto spiega: “La vera partita economica per la ricostruzione se la sono giocata con il Piano C.A.S.E.. I soldi certi sono stati destinati alle 20 aree che ospiteranno i moduli abitativi. E’ stata fatta una variante generale al piano regolatore in 24 ore, senza nessuna consultazione democratica o inchiesta pubblica, soprattutto senza l’obbligatoria valutazione di impatto ambientale, e, senza un’intesa vera con la regione”.

Nel libro della Di Persio c’è spazio per la denuncia, la rabbia e soprattutto per il dolore di tanti. Di tutti coloro che hanno lasciato sotto le macerie affetti, ricordi e la speranza in una buona gestione della cosa pubblica. Il testo è acquistabile sul sito Internet www.beppegrillo.it

Maria Saporito

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