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Processo rinviato: manca la benzina

eolo

Surreale, quasi comico: mancano i buoni benzina e il cellulare non può trasportare i detenuti in aula. E’ quanto è accaduto durante un’udienza preliminare che doveva accertare infiltrazioni mafiose nel business delle pale eoliche.

Durante la discussione, in tribunale, sull’energia alternativa del vento, è accaduto l’imprevisto impensabile. Dal carcere di Trapani, infatti, è arrivata la comunicazione di non poter scortare i detenuti al tribunale di Palermo per mancanza di rifornimenti carburante.

Per questo motivo il gip ha rinviatio l’udienza, che si terrà il 30 novembre prossimo.

L’operazione antimafia era scattata il 17 febbraio scorso. Durante l’inchiesta erano stati emandati 8 ordini cautelari per Giovan Battista Agate, 66 anni, pluripregiudicato mafioso di Mazara del Vallo, fratello del più noto Mariano Agate; Luigi Franzinelli, 64 anni, imprenditore di Trento; Vito Martino, imprenditore mazarese di 41 anni, già assessore e consigliere comunale di Forza Italia; Melchiorre Saladino, 60 anni, imprenditore di Salemi (Trapani), ritenuto contiguo a Matteo Messina Denaro; Giuseppe Sucameli, mazarese di 60 anni, già architetto del Comune di Mazara del Vallo, attualmente detenuto per associazione mafiosa.

Altri tre, poi, gli arresti domiciliari: Baldassare Campana, mazarese di 60 anni, responsabile dello Sportello unico attività produttive del Comune di Mazara del Vallo; Antonino Cottone, mazarese di 73 anni, imprenditore e gestore della “Calcestruzzi Mazara”; Antonio Aquara, 50 anni, imprenditore di Ottati (Salerno). L’operazione Eolo aveva fatto emergere un vero business che gonfiava lautamente le casse mafiose dell’ex latitante Matteo Messina Denaro e di vari, e insospettabili, politici, burocrati non solo del sud ma anche del nord Italia.
Quando ci sarà di nuovo la benzina ad assistere la giustizia, forse, anche in aula si potrà giudicare chi di dovere.
Federica D’Ascani

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