Robin Hood tedesca condannata a 22 mesi

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L’oggi 62enne Erika B., a partire dal 1990, è stata direttrice di una filiale della VR Bank, Bornheim.
Nel lasso di tempo in cui ha ricoperto questo importante ruolo, come lei stessa ha ammesso, non è riuscita a non impietosirsi di fronte alle tante richieste di credito dei clienti poveri che non avevano le credenziali e le garanzie necessarie.

Questa novella Robin Hood ha, quindi, escogitato un geniale metodo per accontentare i suoi clienti: dopo aver concesso i fidi, quando i beneficiari non riuscivano a sostenere gli interessi e a restituire le somme dovute, copriva i conti in rosso utilizzando il denaro depositato dai clienti più ricchi.

Con questo metodo, secondo i calcoli del quotidiano Bild, Erika ha aiutato i clienti più poveri, che non avrebbero mai potuto avere i crediti che richiedevano, per 7,6 milioni di euro.
I clienti più ricchi della VR Bank, invece, hanno visto andare in fumo 1,1 milioni di euro dei loro patrimoni.

La bancaria, dopo essere stata scoperta e processata dal Tribunale presieduto dal giudice Susann Ulbert, è stata oggi condannata a risarcire i clienti, finendo praticamente sul lastrico considerato che, in tutti gli ultimi 19 anni, “non si è messa mai in tasca un centesimo”, e a scontare 22 mesi di reclusione con la condizionale.

Oggi Erika dice di essere pentita e di non poter “più capire la mia me stessa di allora”.
Chissà se, dopo la sentenza contro questa moderna Robin Hood, qualcuno si preoccuperà di mettere in galera anche i tanti protagonisti dei teatrini economici che, in qualsiasi giorno della settimana in una qualsiasi seduta della Borsa, possono permettersi di mandare in fumo 100 milioni di euro, precarizzando l’intero sistema economico.

Mattia Nesti

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