Berlusconi: sotto indagine “conti” con Cosa Nostra

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E’ stato il “Giornale” diretto da Vittorio Feltri, il primo a darne la notizia questa mattina; in prima pagina a caratteri cubitali echeggiava il titolo «Sequestrare il tesoro di Silvio» per poi continuare «Ora i pm vogliono il patrimonio di Berlusconi».

Queste ed altre, le indiscrezioni che provengono dalla Procura di Palermo secondo le quali i magistrati sarebbero pronti a indagare il premier Silvio Berlusconi «per concorso esterno in associazione mafiosa».

Sempre secondo le voci trapelate dai palazzi palermitani, gli avvisi avrebbero alla base rivelazioni di alcuni pentiti di mafia sui rapporti tra il Cavaliere e Dell’ Utri ed anche inerenti ad alcuni sospetti flussi finanziari.
Sono proprio le parole e le dichiarazioni del pentito Spatuzza su Berlusconi: «grazie al quale avevamo ottenuto tutto»; mentre sempre secondo tali confessioni Grigoli, altro eccellente pentito, dirà che Dell’ Utri era: «il politico in contatto con Cosa Nostra».
Negli ultimi tempi le accuse di Spatuzza hanno portato a indicare Berlusconi come il referente della mafia ai tempi delle stragi del 1992-’93.

Sempre come riportato dal “Giornale”: «L’obiettivo finale che taluni magistrati si sarebbero prefissi inseguendo le parole dei pentiti e taluni flussi finanziari ritenuti sporchi, punterebbe a indagare il premier per concorso esterno in associazione mafiosa e poi, in tale veste, chiedere al tribunale l’immediata applicazione delle misure di prevenzione personali e patrimoniali. Con ciò arrivando al sequestro del suo intero patrimonio».

Quindi secondo il quotidiano della famiglia Berlusconi, sarebbero “solo” le dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza, braccio destro dei boss mafiosi Filippo e Giuseppe Graviano, a chiamare in causa il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri, grande amico di Berlusconi e già al vertice di Pubblitalia, la società che raccoglie pubblicità per il gruppo Mediaset; lasciando il sospetto che i magistrati possano attaccarsi al solo <sospetto> dei rapporti che intercorsero tra Dell’ Utri e Cosa Nostra in modo da coinvolgere in questa bufera anche il Cavaliere con l’ accusa di «concorso esterno» in associazione mafiosa.
In tale caso come già detto si andrebbe al sequestro dei beni patrimoniali di cui il Premier non fosse in grado di spiegare la provenienza e che in tutta probabilità sarebbero attribuiti, nelle arringhe di accusa, ad attività illecite legate alle organizzazioni criminali.

Non si sono fatte attendere le dichiarazioni da parte del mondo politico come quella di Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato: «Leggiamo troppe cose strane, continua l’uso politico dei pentiti» ha commentato rispondendo a Maurizio Belpietro che su Canale 5 gli chiedeva se sia in arrivo una nuova offensiva giudiziaria contro Berlusconi o altri esponenti del centrodestra. «Vediamo Ingroia che gira i programmi televisivi e le manifestazioni di un partito fondato da un ex magistrato per lanciare strali intollerabili contro il governo – ha aggiunto -. Riteniamo ci sia in atto una offensiva politica di alcuni militanti della sinistra che sono dentro la magistratura e privilegiano la loro appartenenza politica all’esercizio corretto delle loro funzioni». Per Gasparri ci sono alcuni pentiti «come un tale Spatuzza che, probabilmente sollecitati a farlo, fanno accuse farneticanti, dicendo di avere sentito e dedotto qualcosa, quando su alcune vicende storiche e fatti di mafia ci sono state sentenze e accertamenti».

Boris Corriera

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