La Fed conferma: c’è rischio di speculazione

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La Federal Reserve ammette quelle che erano state finora solo le supposizioni di veggenti economisti o autorità economiche mondiali: la politica monetaria della Fed rischia di provocare una nuova bolla finanziaria.

Lo aveva, su tutti, dichiarato il capo dell’organismo delle banche cinesi Liu Mingkang, criticando aspramente la politica dei tassi d’interesse eccessivamente bassi che indebolisce continuamente il dollaro. E questa debolezza, dice Liu, “sta spingendo gli investimenti speculativi nelle Borse e nei mercati immobiliari ponendo nuovi rischi alla ripresa globale”. Inoltre, la Cina si sente particolarmente toccata da questa flessione del valore del biglietto verde poichè danneggia le esportazioni e, soprattutto, svaluta i titoli di Stato americani che possiede in enorme quantità.

La Banca Centrale Americana ha oggi confermato che i tassi d’interesse a zero “possono alimentare la speculazione nei mercati finanziari”, ma che comunque non intende rialzare il costo del denaro ancora per molto tempo. Questo perchè non solo la Fed, ma tutte le banche centrali, per fronteggiare i danni provocati della crisi finanziaria, hanno adoperato una politica di riduzione del costo del denaro, che pareva essere l’unica a poter ridare il via alla normalizzazione dei mercati.

E, in effetti, tale politica ha funzionato e i mercati sono rinati e cresciuti. Il problema ora è che in molti hanno iniziato ad approfittare di questa situazione, sfruttando i tassi d’interesse a zero per prendere in prestito soldi dall’America ed investirli in mercati emergenti e commodities. E tutto questo – secondo l’economista Roubini – ha dato origine ad una bolla dei mercati.

 

Lorenzo Liguori

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