Sono 60 mila i file nel pc di Brenda

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La trans Brenda, trovata morta giovedì sera potrebbe aver nascosto tutti i suoi “segreti” nel suo computer che qualcuno aveva poi messo sotto l’acqua corrente del lavandino. Volevano salvare il pc dalle fiamme? Volevano distruggere il suo contenuto? Al momento i consulenti tecnici sono riusciti a recuperare il 16% del materiale contenuto nel pc, che rappresenta 60mila file tra i cancellati e non.
Ieri è arrivata la conferma che ad uccidere il pusher della trans sia stata una dose di eroina letale.
“E’ importante mettere sotto protezione i testimoni. A Marrazzo la protezione non va tolta”, dicono dalla Procura.

A “Porta a Porta” è intervenuta ieri Natalì che ha spiegato la sua versione dei fatti, diventando personaggio chiave: “Conosco Piero Marrazzo dal 2001, ci raccontavamo le nostre cose. Marrazzo non sapeva del ricatto, e quella sera Cafasso non c’era”.
E poi, la trans, continua: “Piero non ha mai portato né mi ha chiesto di portare droga. Non so cosa succedesse con gli altri, ma lui sapeva che io non mi drogo, che non mi piace. Aveva conosciuto Brenda a marzo”.

Ad essere presenti quella sera erano solo 2 carabinieri in borghese, inoltre Natalì racconta anche che vennero fatte delle foto a Marrazzo che lui chiese di cancellare, ma non in cambio di soldi (si parlava di 3mila euro).
“Così tanti soldi? No, sono troppi. I trans tendono a esagerare e Piero non sapeva del ricatto perché riteneva che le foto fossero state cancellate, anche se non ne aveva la assoluta certezza”.

Alessandra Battistini

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