Tav: arrivano le trivelle, il movimento pronto alla Resistenza

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Tutti i principali quotidiani torinesi hanno aperto oggi le prime pagine annunciando che il prossimo 11 dicembre, a quattro anni dalle storiche giornate di Venaus quando il movimento No-Tav bloccò i primi cantieri, dovrebbero iniziare le prime operazioni di carotaggio per analizzare il terreno e cominciare a concretizzare il progetto della linea ad alta velocità Torino-Lione.

Secondo fonti “ufficiali” i carotaggi dovrebbero servire solo a valutare la condizione del terreno, lasciando, quindi, aperta anche l’ipotesi di rinunciare alla TAV.
Il movimento ha replicato di non credere a questa possibilità, dato che nessuna impresa accetterebbe di investire 6 milioni di euro (costo dei sondaggi) in un progetto che potrebbe non avere futuro.

Proprio mentre a San Giorio e Villarfocchiardo i tecnici sono stati costretti a lasciare il territorio senza avviare i rilevamenti a causa dell’opposizione della popolazione locale, il movimento No-Tav annuncia che combatterà anche questa battaglia con la massima determinazione, sbarrando la strada ad ogni trivella che verrà portata in Val di Susa.

Solo due giorni fa, intanto, due dei tre sindaci invitati dal Governo a scendere a Roma per elaborare un “piano programmatico per lo sviluppo della valle” avevano declinato l’invito, denunciando che “non veniamo perché dietro c’è un ricatto e questo ricatto si chiama accettare l’opera”.

L’unico ad accettare l’invito a Roma è stato Antonio Ferrentino, fortemente criticato da larga parte del movimento, ex-presidente della Comunità Montana, recentemente sostituito da Sandro Plano, eletto con i voti di parte del PD, di Rifondazione Comunista e, soprattutto, dei comitati NO TAV.

Appuntamento, quindi, al prossimo 11 dicembre.

Nel frattempo, secondo indiscrezioni interne al movimento stesso, i No Tav starebbero elaborando ad un’intesa con i pendolari torinesi, sacrificati da Trenitalia in nome dell’alta velocità, che potrebbero essere disponibili a costruire una serie di battaglie comuni.

Mattia Nesti

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