Google arranca fra bullismo e censura: lo spinoso caso “Vividown”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:13

google-china-censura-censorshipGoogle torna sul banco degli imputati: la casa statunitense dovrà rispondere al giudice in merito al caso “Vividown”, quando, era l’8 settembre del 2006, compariva in rete un video che aveva come protagonista un portatore di handicap sbeffeggiato e umiliato dai dei compagni di scuola.
Il video è peraltro rimasto per quasi due mesi, fino al 7 novembre per la precisione, nella categoria dei ’video più divertentì, totalizzando la bellezza di 5500 visite prima di essere rimosso dagli amministratori del sito. Con colpevole ritardo, stando al pm di Milano, che ha chiesto quattro condanne tra sei mesi e un anno per quattro dirigenti di Google accusati di concorso in diffamazione e in violazione della privacy.
E balza nuovamente agli onori della cronaca il tema censura: secondo i magistrati ‘Sarebbe bastato davvero poco per offrire un servizio in maniera responsabile e con l’osservanza delle leggi vigenti’, e sostegno di tale tesi portano ad esempio il caso del lancio di Google in Cina dove la società ‘ha accettato di aprire un motore di ricerca censurato per l’utenza cinese. Che è un pò come dire che si è contrari alla pena di morte, ma sul taglio della mano è invece possibile accordarsi’.

Giorgio Piccitto