Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Nei ricordi del pentito Spatuzza c’è Renato Schifani

Nei ricordi del pentito Spatuzza c’è Renato Schifani

Il pentito di mafia Gaspare Spatuzza tira fuori dal suo presunto cilindro di memorie un altro nome eccellente: è quello dell’attuale Presidente del Senato, Renato Schifani. Nei ricordi di Spatuzza c’è infatti quell’avvocato che nei primi anni ’90 avrebbe più volte incontrato il boss di Brancaccio (Palermo), Filippo Graviano, nei capannoni di un’aziennda di cucine componibili, La Valtrans. Lo stesso Schifani, proprio in quel periodo avrebbe difeso il costruttore Pietro Lo Sicco (poi condannato a 9 anni per mafia e a 2 per corruzine) per una questione relativa alla realizzazione di un palazzo abusivo nel centro di Palermo di cui Il Fatto Quotidiano, qualche giorno fa, ha fornito ampia e dettagliata informazione.

 “Preciso che questa persona (Schifani, ndr) – sostiene Spatuzza – contattava sia Cosenza (altro costruttore palermitano in odore di mafia, ndr) che Filippo Graviano in incontri congiunti. La cosa mi fu confermata da Filippo Graviano. Preciso che anch’io, avendo in seguito visto Schifani sui giornali ed in televisione, l’ho riconosciuto per la persona che all’epoca vedevo agli incontri di cui ho parlato”.

Il Presidente Renato Schifani non ci sta a incassare le pesanti accuse del pentito: “Non ho mai avuto rapporti con Filippo Graviano – ha detto – e non l’ho mai assistito professionalmente. Questa è la verità. Sia chiaro: denuncerò in sede giudiziaria, con determinazione e fermezza, chiunque, come il signor Spatuzza, intende infangarmi. Sono indignato e addolorato”. Mentre il Presidente del Senato riceve la solidarietà di buona parte della maggioranza, Antonio Di Pietro, leader dell’Idv, chiede maggiore chiarezza:”Schifani non può semplicemente affermare che Spatuzza è un calunniatore ma deve spiegare nel merito se conosce o ha avuto incontri con Graviano. Senza spiegazioni convincenti – aggiunge – si creerebbe un gravissimo corto circuito istituzionale che imporrebbe le dimissioni di Schifani”. 

Intanto le deposizioni di Spatuzza, che il 4 dicembre verrà ascoltato in  aula in occasione del processo contro il senatore Marcello Dell’Utri (condannato in primo grado a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa), forniscono nuovi scottanti tasselli per la ricostruzione degli anni della presunta trattativa tra Stato e mafia. Dopo aver dichiarato che la strage di Via D’Amelio era stata programmata ancor prima di quella di Capaci, Spatuzza ha così motivato la morte dei due noti magistrati, Falcone e Borsellino: “Sono stati sotterrati per una questione di carceri” e riferendosi a un colloquio con il suo capo, Filippo Graviano, ha aggiunto: “Se rimanevano vivi quei due magistrati, altro che 41bis”.

Maria Saporito

Silvio Berlusconi e il presidente del Senato, Renato Schifani
Silvio Berlusconi e il presidente del Senato, Renato Schifani