Operai Alcoa a Roma: scontri e tensione

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Mentre nella sede sarda dell’azienda a Portovesme continua l’occupazione operaia degli stabilimenti, quest’oggi oltre mille lavoratori del gruppo Alcoa hanno sfilato in corteo per le strade di Roma, in contemporanea con il vertice al Ministero per lo Sviluppo Economico fra sindacati e dirigenti dell’azienda.

Il lungo serpentone, cui hanno partecipato anche gli operai di Porto Marghera, è partito intorno alle 11 da Piazza della Repubblica, seguendo il percorso stabilito precedentemente con la Questura di Roma.
Pochi minuti più tardi gli operai hanno provato a deviare in Via Bissolati, con lo scopo di bloccare il traffico della capitale. Le forze dell’ordine, Polizia e Carabinieri, sono intervenute caricando la testa del corteo.

Nel “faccia a faccia” con gli agenti in assetto antisommossa un lavoratore, colpito al volto da una manganellata, è svenuto, prima di essere soccorso (secondo gli operai con colpevole ritardo) da un’ambulanza giunta sul posto.

Il corteo avrebbe poi dovuto imboccare Via Veneto, ma è stato bloccato dalle forze dell’ordine in Piazza Barberini, dove i lavoratori sono tuttora.
Si sono registrati altri momenti di tensione quanto gli operai hanno provato a forzare i cordoni della polizia che chiudono le uscite dalla piazza; al momento sono giunti sul posto rinforzi di Polizia e Carabinieri.

La tensione è salita soprattutto quando è circolata la voce che l’azienda sarebbe disposta solo a sospendere l’avvio della Cassa Integrazione fino al 7 dicembre.
Proposta fermamente rigettata dai lavoratori in corteo.

Intanto, fra ieri e oggi, sono giunti agli operai dell’Alcoa gli attestati di solidarietà dei lavoratori della INNSE di Milano, la fabbrica occupata alla ribalta lo scorso agosto, e dell’Eutelia di Roma.

“L’opposizione ai licenziamenti, la lotta contro la chiusura delle fabbriche richiede nuove forme di mobilitazione, più decise, più combattive, e voi, prendendovi la fabbrica e bloccando i licenziamenti avete dato un grande esempio.
Non permettete che la vostra lotta sia liquidata con qualche compromesso, con un accordo sindacale che permetta di chiudere la fabbrica in cambio di un miserabile ammortizzatore sociale”

(I lavoratori INNSE)

“Siamo accomunati da logiche finanziarie e speculative che si ripercuotono sempre a scapito della vita dei lavoratori e delle loro famiglia.
Riteniamo che solo unendo le forze si riesca a levare un unico coro di rivendicazioni teso a salvaguardare l’occupazione, il diritto e la dignità del lavoro”

(I lavoratori Eutelia)

Mattia Nesti



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