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Libri, Chuck Palahniuk e l’America annoiata

La copertina dell'ultimo libro di Chuck Palahniuk, Pigmeo
La copertina dell'ultimo libro di Chuck Palahniuk, Pigmeo

Dici Chuck Palahniuk e in tanti storcono il naso. La faccia si deforma in una maschera di dispregio e gli occhi si assottigliano a confermare la scarsa considerazione. Non molto tempo fa Gabriele Romagnoli  ha dedicato un’ ampia pagina su La Repubblica all’ultima fatica dell’autore statunitense. Una sorta di Requiem per uno scrittore cult che, a suo dire, dopo un esordio folgorante ha finito per inciampare in una serie di prove imbarazzanti. A noi tutto questo sembra molto lontano. Chuck Palahniuk convinceva allora e continua a convincere adesso e il suo ultimo romanzo, Pigmeo (Mondadori editore, pp.238. Euro 17,00), conferma, a nostro avviso,  le altissime capacità di questo inclemente osservatore che racconta l’America con il bisturi della penna, insanguinando le pagine di ironia e intelligenza.

Palahniuk è uno scrittore ruvido e incantevole, impietoso e carismatico. Costruttore maniacale di architetture, i suoi testi finiscono per diventare meccanismi perfetti, obbedienti a un ordine interno che tutto regola e sistema. E a questa disciplina formale fa eco una sfrenata anarchia dei contenuti che rimette sulla carta situazioni estreme e irrisolvibili, saccheggiate dalla cronaca scrutata attraverso la lente di Palahniuk. Pigmeo è un giovane studente asiatico giunto negli Usa per un progetto di scambio culturale. Guarda con occhio critico l’America dei centri commerciali e della noia sociale e la racconta nella sua lingua improbabile, infarcita di termini al limite dell’arcaismo che si combinano in ardite strutture sintattiche.

Per Palahniuk è un’ occasione ghiotta e imperdibile per dare sfogo al suo estro creativo che tutto destruttura e per rimarcare la sua infinita padronanza della lingua. Per palesarsi come abile giocoliere, piccolo chimico della parola che miscela sostanze in vitro fino all’insospettabile soluzione finale. E in questo grande divertissement stilistico c’è spazio per la solita denuncia furente e inconsolabile. Per  l’istantanea irrimediabile e chirurgica scattata in perfetto stile Palahniuk. Buona lettura a tutti!

Maria Saporito