Nuova proposta per Il Lodo Alfano. Dal Pdl tre idee per riformare la giustizia

Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi con il Guaradasigilli, Angelino Alfano

Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi con il Guaradasigilli, Angelino Alfano

Continua all’interno del Pdl la discussione sul tema della giustizia italiana. Ieri, nel corso della riunione di presidenza del partito, è stato stilato un documento che, nella sintesi estrema, esprime la volontà di riproporre il Lodo Alfano attraverso una legge costituzionale, garantire la separazione delle carriere tra giudici e pm, riformare il Consiglio Superiore della Magistratura e, ovviamente, procedere con il ddl denominato “processi-brevi”.

Il documento, approvato all’unanimità dall’ufficio di presidenza del partito, sottolinea l’importanza di avviare una “riforma delle istituzioni che consenta una maggiore efficacia dell’azione dell’esecutivo”, anche con l’elezione diretta del premier e la volontà di sostenere “un sistema di contrappesi fondati anche su un maggior potere di controllo e di indirizzo del Parlamento”. Secondo la presidenza del Pdl, infatti, “il corso dell’attuale legislatura è stato turbato dall’azione di una parte tanto esigua quanto dannosa della magistratura, dimentica del proprio ruolo di imparzialità”. “L’Italia è l’unico Paese – continua il documento – in cui la magistratura ha finito per acquisire un peso così abnorme nella vita democratica e di converso il potere politico fondato sulla sovranità popolare rischia di apparire impotente a svolgere le proprie finalità”.

Maria Saporito

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