Da destra e da sinistra, proposta della Lega sul Cig considerata “iniziativa autolesionistica per l’industria e l’economia”

Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi

Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi

Già le prime polemiche si affacciano sul palcoscenico politico riguardo la nuova idea di ieri presentata dalla Lega Nord: un emendamento alla Finanziaria, che porrebbe una durata massima, nel caso di lavoratori non comunitari, del periodo di sostegno al reddito. Durata di sei mesi, secondo la proposta.

Siamo in tempo di crisi, e prima di tutto si cerchi quindi di pensare ai cittadini italiani. Questo il concetto alla base della proposta, come spiegato dal deputato leghista Maurizio Fugatti. In realtà, è da notare come la crisi non dipenda in buona sostanza dai contribuenti regolarmente soggiornanti nel Paese.

Di questo avviso, in generale, si sono già manifestate diverse fazioni. Si è subito interessato alla questione Maurizio Sacconi, come prevedibile da parte del ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, carica multipla e complessa che oggi suol definirsi “del Welfare”, in breve. “Si rammenta che gli ammortizzatori sociali ordinari corrispondono a diritti soggettivi dei lavoratori”, interviene Sacconi, “sono sostenuti da contribuzioni dei lavoratori e degli imprenditori. Sono, nel caso della cassa integrazione e dei contratti di solidarietà, correlati alla continuità del rapporto di lavoro che costituisce il presupposto della conservazione del permesso di soggiorno“.

Non ultimo questo argomento, è alla base del sospetto generale che nelle intenzioni della Lega sia più che altro trovare un espediente per mandare gli indesiderati a casa, anche se lavorano, anche se sono onesti, anche se pagano le tasse e contribuiscono all’economia.

Opposizione anche dal Pdl. Così La Russa: “Trovo irragionevoli le discriminazioni nei confronti di chi rispetta le leggi, paga le tasse e lavora regolarmente. Sono per la tolleranza zero nei confronti degli immigrati clandestini e di chi viola le leggi, ma immaginare di trattare peggio un lavoratore regolare solo perché extracomunitario, rispetto al suo compagno di officina, è non solo un’ingiustizia inaccettabile, ma anche una decisione autolesionistica“.

Duro il commento di chiosa del segretario confederale Cgil, Fulvio Fammoni: “L’emendamento alla Finanziaria della Lega è un’iniziativa xenofoba, una sciocchezza giuridica”.

Sandra Korshenrich

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