La Casa Bianca: nessuno si fida più dell’Iran. Censura a Teheran dall’Aiea

Il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs

Il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs

Gli Stati Uniti, dal canto loro, avvertono, cercando di catturare il consenso internazionale, e riuscendoci piuttosto bene. “Il tempo sta per scadere”, secondo quanto  ha spiegato il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs. “Se si rifiuterà di onorare i suoi impegni”, continua Gibbs, “allora sarà responsabile del suo crescente isolamento e delle conseguenze che ne deriveranno”.

Come per far riflettere il Governo di Teheran sull’opportunità di dar mostra di buona volontà, Gibbs dichiara anche che “l’Iran va incontro, inoltre, a un crescente deficit di fiducia sul piano internazionale“.

L’Iran, in effetti, un po’ nei guai ci si trova, a giudicare dalla mozione di censura pervenuta ieri dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), che ha condannato  Teheran, con una maggioranza schiacciante derivata dal voto dei 137 Paesi membri (25 voti a favore, 3 a sfavore, 6 astensioni), per la sua politica riguardo il nucleare. A Teheran viene imputato, tra le altre cose, di aver costruito segretamente un nuovo impianto nucleare di Qom, di cui è stata poi data notizia solo nello scorso Ottobre.

Non hanno votato positivamente Malaysia, Venezuela e Cuba, schierate per il no. Gli astenuti sono stati, in ordine alfabetico, l’Afghanistan, il Brasile, l’ Egitto, il Pakistan, il Sud Africa e la Turchia.

Ma il Governo Iraniano, per parte sua, come risponde alle accuse? Secondo quanto reso noto dall’Irna ( l’agenzia di notizie ufficiale della Repubblica Iraniana) il ministro degli Esteri Hassan Qashqavi ha fatto sapere attraverso un suo portavoce che, per quanto lo riguarda,”il voto di questa risoluzione è una decisione teatrale tesa a fare pressioni sull’Iran“.

Staremo a vedere quali saranno gli ulteriori sviluppi degli atteggiamenti e delle decisioni degli altri vertici di Governo, nel bel Paese un tempo chiamato Persia.

Sandra Korshenrich

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