Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Castelli: mettiamo la croce sul tricolore

Castelli: mettiamo la croce sul tricolore

bandiera

E’ risaputo che gli esponenti della Lega abbiano bisogno di urlare quotidianamente qualche provocazione d’effetto, per guadagnarsi l’attenzione dei media. Del resto ci hanno costruito la loro fortuna politica.

E così dopo il “White Christmas” di Coccaglio per “ripulire la città da tutti gli immigrati” (ieri nel comune lombardo hanno manifestato in 3mila, italiani e immigrati, contro il razzismo) e l’assurda ipotesi di limitare la Cassa Integrazione per i lavoratori regolari ma non italiani, questa sera molte agenzie hanno riportato la geniale proposta dell’ex guardasigilli Castelli di chiedere “nel prossimo disegno di legge di riforma costituzionale, l’inserimento della croce nella bandiera italiana“.

A offrire l’occasione di un tale intervento è stato il risultato di un referendum, tenutosi oggi in Svizzera, secondo cui  il 59% degli svizzeri sarebbe contrario alla possibilità delle comunità musulmane del Paese di costruire, a fianco delle moschee già esistenti, i minareti, tipici edifici della loro religione.

Dopo il razzismo, l’integralismo cattolico.
La prima replica arriva da Bonelli: “Il viceministro Castelli – ha detto il presidente dei Verdi – vuole mettere la croce nel tricolore? E allora a quando le crociate per liberare la Terra Santa?”.

Curioso poi, analizzando l’ultima sparata leghista, osservare che la proposta di modificare il tricolore, magari per difendere i valori della patria italiana, venga proprio dal partito del Senatur che ha orgogliosamente dichiarato, tra un “bruciamo il tricolore” e un “napoletani colerosi e terremotati”, che “io col tricolore mi pulisco il culo”.
Ancora più ironico, poi, che a proporre di mettere la croce sul tricolore sia un partito i cui esponenti rivendicano riti religiosi e matrimoni svolti secondo gli antichi riti celtici, in nome del dio Po e simili.

Preoccupante, invece, pensare al risultato che si otterrebbe accettando una simile proposta: una croce, sul tricolore, c’è già stata.
Ai tempi della monarchia e, soprattutto, durante il ventennio fascista.
E’ a questo che i fanatici della Padania mirano? 

E allora viva la Costituzione Italiana, viva la Repubblica Italiana, viva il Tricolore.

Mattia Nesti

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