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Economia: torna a crescere l’inflazione in Italia

2008-05-11_193606

Secondo i dati pubblicati oggi dall’Istat, l’inflazione in Italia è cresciuta, a novembre, dello 0,7% su base annua.
I prezzi del paniere di riferimento sono cresciuti inoltre, su base mensile e quindi rispetto a ottobre 2009, dello 0,1%.

I tecnici Istat hanno spiegato che l’aumento dei prezzi è dovuto soprattutto ai rincari del settore energetico (la benzina verde è cresciuta del 3,5% rispetto al mese scorso), di tabacchi e bevande alcoliche (+2,7%) e dei servizi legati al mondo dell’istruzione (+2,5%).
Inoltre dal centro di statistiche Eurostat, che supervisiona l’andamento dei vari indici di inflazione in Europa, comunicano che nella zona euro il tasso di inflazione annuale è tornato positivo per la prima volta dopo sei mesi, attestandosi sul +0,6%.
Sembra quindi scongiurata l’ipotesi, prospettata precedentemente dalla BBC, che l’inflazione sotto zero dei mesi scorsi potesse dare il via ad un processo deflazionistico.

In ogni modo l’aumento dell’inflazione potrebbe avere ripercussioni anche negative sull’andamento dell’economia nazionale e mondiale.
Come prospettato da molti economisti, anche in Italia in alcuni editoriali de Il Sole 24 Ore, se l’aumento dell’inflazione, che nei prossimi mesi continuerà a crescere, dovesse avvenire in un contesto economico di sostanziale stagnazione generale, in cui la disoccupazione crescerà fino alla fine del 2011 e l’apparato produttivo del Paese sarà incapace di reagire almeno per i prossimi diciotto-ventiquattro mesi, questo processo potrebbe portare ad una ricaduta dell’economia, dovuta anche all’atteggiamento della finanza mondiale che è già tornata a gonfiare le sue “bolle”, come dimostrano anche i recenti avvenimenti di Dubai.

Molto dipenderà, quindi, dall’atteggiamento che assumeranno i principali responsabili, in ambito politico ed economico, dell’andamento dell’economia nazionale nei confronti di una crisi ancora lunga e pericolosa.
Difficile sperare in qualcosa di buono.

Mattia Nesti