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Monaco, iniziato il processo contro “il boia di Sobibor”

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Quello che potrebbe essere l’ultimo grande processo per il crimine dell’Olocausto, ha preso il via oggi a  Monaco. Sulla sbarra degli imputati, John Demjanjiuk, il boia di Sobibor. Un uomo di 89 anni che è accusato di complicità nello sterminio di 27.900 ebrei.
Secondo l’accusa, Demjanjiuk, nato in Ucraina e membro dell’Armata rossa, decise di arruolarsi, durante l’occupazione tedesca del suo paese, come guardia ausiliaria nei campi di stermino di Sobibor e Treblinka. Campi in cui furono assassinate 27.900 persone. I pochi sopravvissuti lo ricordano ancora come uno dei più spietati aguzzini del campo di concentramento, che picchiava selvaggiamente tutti i deportati que scendevano dai treni e andavano incontro alla morte.
Ben diverso da come era allora, il boia di Sobibor si è presentato in aula- a causa delle sue precarie condizioni di salute- su una sedia a rotelle, e durante il dibattito ha mantenuto gli occhi chiusi. Il processo, che ha creato molta aspettativa fra la gente e i mezzi di comunicazione, durerà probabilmente fino a maggio.
Dopo la fine della guerra, Demjanjuk si trasferì negli Usa dove lavorò come meccanico. Estradato in Israele, fu processo e poi assolto per mancanza di prove. Si trasferì in Ucraina poi tornò negli Usa. Un paio d’anni fa la giustizia tedesca, incoraggiata dal Centro Wiesenthal, ha chiesto e ottenuto la sua estradizione.
Annastella Palasciano