Bevuto troppo? Niente paura: etilometri fai da te

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:49

etilometroNon esistono più le serate di una volta! Ormai uscire con amici, colleghi, fidanzati, fidanzate, parenti e chi più ne ha più ne metta, non ha lo stesso gusto che aveva prima. Come mai? Semplice: basta bere tre bicchieri di vino all’aperitivo o un cocktail alcolico in un pub per rischiare la patente. Dopo basta incontrare la pattuglia di turno e scatta il cosiddetto “palloncino”. Con tanto di patente ritirata, arresto e confisca dell’auto. Come mai? Perché si è finiti oltre il limite consentito dalla legge: 0,5 grammi per litro di sangue. E cosa vuol dire “oltre”? Quant’è “oltre”? Come facciamo a regolarci prima di salire in macchina? Tranquilli. Oggi, grazie ai passi da gigante della tecnologia, esistono gli etilometri “fai da te”, i tamponi salivari acquistabili in farmacia oppure software per cellulari in grado di stimare l’alcol ingerito. Almeno non mettiamo a rischio la patente conquistata con tanta fatica e, soprattutto, non mettiamo a repentaglio la nostra vita e quella degli altri. Gli etilometri tascabili sono semplici da usare. Basta comprarne uno, premere un tasto e soffiarci dentro per scoprire il tasso alcolemico. Quelli più economici (sotto i cento euro) sono però meno precisi. Funzionano con un sensore a “semi-conduttore” e vengono tratti in inganno sia dall’umidità presente nell’aria, ma anche dal modo in cui ci soffi sopra. Oltretutto si consumano in fretta e dopo pochi mesi si rischia di doverli buttare via. Quelli più precisi, invece, hanno il sensore “elettrochimico” e costano dai 120 fino ai 600 euro. Basterà soffiare dentro la cannuccia (che ti aiuta a insufflare sempre nello stesso modo e senza l’azione di agenti esterni, ndr) ed il loro sensore elettrochimico ti dirà, in maniera affidabile, se la quantità di alcol ingerita potrebbe mettere a rischio la tua incolumità o, ancora peggio, quella degli altri. Se invece vogliamo fidarci di un software, basta acquistarne uno per il vostro telefonino. Una volta installato, basterà inserire altezza, peso, quello che si è mangiato e ciò che si è bevuto. Il calcolo, preciso, ci dirà se siamo in grado o meno di guidare e se il limite consentito dalla legge è stato superato oppure no. Comunque sia, alla fine, il nostro ego è il miglior giudice di noi stessi. La cosiddetta “voce della coscienza”. Basta non bere troppo. Non esagerare. E, nel caso in cui abbiamo bevuto troppo, lasciare il posto di guida ad un amico fidato, il cui tasso alcolemico sia minore. Altrimenti esistono sempre i taxi. Oppure i “Taxi Pulmini”, che negli ultimi tempi stanno spuntando come i funghi. Autisti che si “fanno affittare” per portarti a casa. L’ideale per chi, dopo una festa di compleanno, un addio al celibato o una cena-ritrovo tra vecchi compagni di scuola, non vuole rischiare la patente, la salute e soprattutto la vita. Di vita ce n’è una sola!

 Andrea Bonino

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