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Cesare Battisti: perchè la decisione tarda? Elenco dei motivi, ufficiali e meno

Cezar Peluso, presidente del STF e relatore della sentenza caso Battisti
Cezar Peluso, vicepresidente del STF e relatore del caso Battisti

Ancora non accenna ad arrivare, la risposta sull’eventuale veto di Luiz Inacio Lula da Silva sull’estradizione di Cesare Battisti in Italia, come deciso dal Supremo Tribunal Federal di Brasilia. Tutti ci aspettavamo qualcosa di più immediato, una reazione subitanea, due parole ed una firma da una parte o dall’altra.

Deve aver previsto qualcosa del genere lo stesso Cesare Battisti, quando ha cominciato il suo sciopero della fame pochi giorni prima della sentenza del Supremo Tribunal Federal. Invece, con noi tutti sulla poltroncina di spine ed il buon Cesare a digiuno, i giorni sono passati, nulla di nuovo si è più smosso, è rimasto solo un silenzio inquietante, interrotto solo dalle nostre congetture, e nel frattempo, visto che si va per le lunghe, è parso bene alimentarsi di nuovo tutti (l’aveva detto, Lula, sin dall’inizio, che era consigliabile mangiare durante l’attesa).

Il motivo ufficiale del fatto che la decisione è ad oggi ancora in sospeso: il presidente Lula deve attendere che la sentenza emessa dal STF sia depositata. Poi la esaminerà con cura, e, dopo la consultazione di rito con l’Avvocatura Generale dello Stato, siglerà la sua decisione.

Temerà di più le ire del Supremo Tribunal, che la pensa del tutto diversamente e del resto, per deformazione professionale, non vedrà i suoi membri contenti di veder scavalcare le toghe nelle decisioni,  quelle del versante diplomatico italiano, o quelle di Tarso Genro ed i suoi, visto che si trova ad averli ed affrontarli in casa?

Oppure, questi personaggi che la vogliono cotta e cruda svaniscono completamente nelle vere meditazioni del Presidente, e ad infestare le notti di Lula sono ora solamente le strade della sua coscienza, che da sole basterebbero a creare un groviglio degno di qualunque dilemma o esercizio di abilità?

Ed a proposito di test di abilità, ecco la divertente, e forse poco divertita, risposta del relatore del caso Cezar Peluso, membro della Corte del Supremo Tribunal (voto favorevole per l’estradizione), riguardo al documento che non arriva. Già, perché se tutti guardano al presidente Lula, ed a lui manca per decidere il testo depositato della sentenza, qualcuno ha pensato bene di chiede all’incaricato perché, insomma, non lo avesse ancora scritto. Al che Peluso, ai giornalisti del quotidiano brasiliano O Globo, spiega che, beh, il fatto è che lui, non per negligenza, ma con ogni buona volontà, non è “all’altezza intellettualmente di redigere una sentenza che metta insieme da una parte il voto favorevole all’estradizione, ma dall’altra la decisione di lasciare la questione nelle mani dell’esecutivo”.

Sandra Korshenrich