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Festival di Sanremo: guerra per il dialetto

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Introduzione di brani in dialetto a Sanremo? No grazie! E il caso finisce sul tavolo del Consiglio di Amministrazione della Rai. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, il consiglio comunale di Sanremo ha approvato, con i voti della maggioranza del Pdl e il no della Lega Nord, un ordine del giorno che boccia l’inserimento delle canzoni in dialetto, a favore di un Festival della canzone dialettale ad hoc, da tenersi prima di quello della canzone italiana. Nel frattempo il direttore artistico del festival, Gianmarco Mazzi, ha voluto precisare che “il regolamento del festival di Sanremo 2010 non subirà modifiche in alcun caso” e che “la modifica inserita è stata dettata da motivazioni puramente artistiche, e non politiche”. Domani, mercoledì 2 dicembre, il cda della Rai si riunirà e la questione sarà vagliata dal presidente Paolo Garimberti. Mentre Mazzi e Antonella Clerici saranno a Sanremo per un incontro con il sindaco Maurizio Zoccarato, uscito dall’aula al momento della votazione. “È stata un’operazione politica assurda – dice il presidente del Consiglio comunale Marco Lupi (Lega), promotore dell’iniziativa per inserire le canzoni in dialetto – che ha sicuramente aperto una crepa tra il Pdl e la Lega e ha creato imbarazzo tra l’amministrazione e la direzione artistica della Rai. Per questa volta chiuderemo entrambi gli occhi. Sono fughe in avanti che chi governa il Pdl dovrebbe controllare ed evitare”. E aggiunge: “Solo il fatto che il sindaco è uscito dall’aula ha evitato una crisi nei rapporti tra Lega e Pdl. Mi chiedo chi è stato quel genio che ha ritenuto di inventarsi quell’odg per sparare addosso alla Lega. La pallottola è tornata indietro come un boomerang colpendo coloro che l’avevano sparata. Da un lato, infatti, ci sono il premio Nobel Dario Fo, Mogol e Andrea Bocelli. Dall’altra invece abbiamo questi grandi uomini di pensiero del Pdl che vogliono insegnare quale è la via giusta e culturale da seguire”. Il sindaco di Sanremo replica: “Nessuna fuga in avanti. Il gruppo del Pdl ha espresso una sua indicazione che di fatto sta già andando avanti, a favore di un Festival dedicato al dialetto. Ho voluto uscire dall’aula e non votare per dimostrare che questa non è una posizione contro la Rai. Anzi: la mia fiducia e quella del Pdl nei confronti di Mazzi e della Clerici è massima. Mazzi sta lavorando con grande impegno a questo Festival che, a prescindere dal tenore politico, qualsiasi consigliere di maggioranza e di opposizione vuole che entri nella storia”. Anche Enzo Mazza, presidente della Fimi (Federazione Industria Musicale Italiana), vuole dire la sua: “Il festival deve restare un evento per far conoscere la musica italiana a livello internazionale, cosa che qualunque Paese dovrebbe auspicare. Il nostro era un rilievo tecnico e come tale rimane. Ma mi pare che la questione abbia assunto un valore politico, non più musicale”. Il Festival di Sanremo è in programma dal 16 al 20 febbraio 2010. Speriamo che per quella data la querelle sia stata accantonata e dimenticata.

Andrea Bonino