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Missione militare in Afghanistan: oggi voto al Senato, protesta la Federazione della Sinistra

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Approda oggi nell’aula di Palazzo Madama il decreto-legge sulla proroga dei finanziamenti alle missioni all’estero del nostro esercito. Il rifinanziamento riguarda soprattutto lo stanziamento di forze armate italiane in Libano e in Afghanistan.
Proprio in questi giorni si prospetta, da parte del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, l’annuncio che gli Usa invieranno nuove truppe in Afghanistan, scenario di guerra che per Obama ha un importanza strategica superiore anche all’Iraq.

Il decreto dovrebbe essere approvato senza particolari problemi, considerata la solidità della maggioranza e il probabile voto a favore dell’Udc di Casini e del Partito Democratico che, anzi, aveva criticato il Governo, per bocca dell’allora segretario Franceschini, per non aver investito abbastanza nel finanziamento della missione afghana.
Lo scorso settembre, in seguito all’attentato talebano che costò la vita a sei militari italiani, Bossi aveva espresso forti dubbi sull’utilità della missione, spiegando che “è l’ora che i nostri ragazzi tornino a casa“. La polemica, in ogni modo, venne chiusa a stretto giro di dichiarazioni dal Ministro della Difesa La Russa, che assicurò che la Lega avrebbe votato il rifinanziamento.

Rimane in dubbio, al momento, la posizione della pattuglia dei senatori dell’Italia dei Valori di Di Pietro. In seguito all’attentato di settembre, infatti, l’Idv si era inizialmente schierata a favore del ritiro delle truppe, salvo poi presentare alle camere un documento che, di fatto, non poneva sul tavolo l’esplicita richiesta di fermare il rifinanziamento della missione.
Secondo i tanti sondaggi condotti negli ultimi mesi, generalmente un italiano su due è contrario al proseguimento della missione di guerra in Afghanistan.
Lo stesso sentimento, tra l’altro, espresso anche dai tedeschi: anche in Germania in questi giorni il Bundestag  si dovrà esprimere sul rinnovamento dello stanziamento di fondi per la missione.

In concomitanza con l’arrivo al Senato del decreto, oggi pomeriggio alle 16.30, la Federazione della Sinistra ha indetto un presidio di protesta per chiedere il ritiro delle truppe dall’Afghanistan.
Parteciperanno tutti i leader dei soggetti della Federazione (Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Socialismo2000, Lavoro e Solidarietà) che sabato prossimo con un’assemblea al Teatro Brancaccio di Roma (9,30) daranno il via al percorso costituente della Federazione stessa, prima di raggiungere Piazza della Repubblica per il “No Berlusconi Day”.

Mattia Nesti