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Ultimi processi ai nazisti. John Demjanjuk alla sbarra a Monaco

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Monaco di Baviera, 30 novembre. Tra gli ultimi processi ai nazisti, quello iniziato ieri, ma tra i primi svoltisi finalmente in Germania. John Demjanjuk, nato in Ucraina 89 anni fa, è da ieri l’imputato di un procedimento che vedrà la fine a maggio. Ha fatto il suo ingresso nell’aula del tribunale di Monaco seduto su una barella spinta da un poliziotto e due infermieri, avvolto da

John Demjanjuk in aula ieri
John Demjanjuk in aula ieri

un lenzuolo blu da ambulanza e da una coperta bianca di lana. In seguito ad una pausa, è stato ricondotto dentro su una barella, steso su di un fianco. Più tardi l’udienza ha dovuto essere interrotta per 25 minuti, per consentire l’iniezione dell’antidolorifico. Ma soffre davvero così tanto, l’anziano pover’uomo? Devono essersi chiesti i presenti, tra i quali duecento giornalisti, e moltissimi curiosi di tutte le età, che hanno affrontato il maltempo bavarese di ieri per assistere al processo.

Processo offuscato dal lungo tempo passato, e dalle prove non sempre certe e non sempre reperibili, come nel caso di tutti i processi ad ex nazisti, di cui 706 sono tutt’oggi in corso in 12 Paesi europei.

Tribolata la vicenda giudiziaria dello stesso Demjanjuk, condannato a morte in Israele nel 1986, ed in seguito assolto con annullamento della sentenza, a causa della difficoltà di stabilire con certezza la sua identità, il suo ruolo durante l’ultimo conflitto mondiale in merito ai reati che hanno avuto luogo.

Si è sempre dichiarato innocente lui, Demjanjuk, con gli argomenti portati avanti in molti casi analoghi dalla difesa. Non si faceva che eseguire ordini, non si era al corrente di molte cose, in alcuni casi si era costretti ad eseguire, e non ultimo il fatto che i superiori in qualche caso non sono stati condannati affatto. Come è avvenuto per i responsabili del campo di concentramento di Sobibor, in Polonia, dove furono assassinati 27.900 ebrei, e dove Demjanjuk aveva prestato servizio per almeno sei mesi nel 1943, stando alle prove che sarebbero certe secondo l’accusa.

Venti testimoni convocati dall’accusa, ed alcuni documenti di identità emessi proprio dalle SS. L’imputato dichiara di aver prestato servizio presso diversi lager, ma mai a Sobibor. Le sue condizioni fisiche malferme a tratti hanno portato commozione nell’aula, ma secondo qualcuno si tratterebbe solo una mossa furba di un arzillo 89enne. “L’imputato sta benissimo. È un attore di Hollywood e la Corte non deve cadere nel suo tranello!”, assicura Ephraim Zuroff, direttore del Centro Wiesenthal per la documentazione sui crimini nazisti.

Sandra Korshenrich

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