Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Tutte le reazioni del Pdl alla “bomba” fuorionda di Fini

Tutte le reazioni del Pdl alla “bomba” fuorionda di Fini

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La faccenda è ormai arcinota e destinata a rimanere nella memoria di chi sta assistendo ai continui “turbamenti” interni al Pdl. Dopo lo scomodo fuorionda del presidente della Camera, Gianfranco Fini che “consegna” sottovoce al procuratore Trifuoggi le sue perplessità circa la pretesa di immunità del premier Berlusconi, infuria la bufera. Soprattutto nel Pdl. Passiamo in rassegna le reazioni dei tanti esponenti della maggioranza che hanno storto il naso alla notizia esplosiva della “bomba atomica” evocata da Fini (a proposito delle rivelazioni del pentito Gaspare Spatuzza).

Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, assorbito in questi giorni dalla difficile vertenza Fiat, ha trovato il tempo per dire la sua e il commento è stato  lapidario: “Fini  – ha detto – è fuori dalla linea del partito” e le sue parole “dimostrano una volontà e un’azione diversa dalla considerazione e dalla linea del Pdl”.

Giorgio Stracquadanio, berlusconiano doc, non è stato più generoso: “Nel comportamento di Fini  – ha oggi scritto su quotidiano on line che lui dirige – c’è una superficialità dell’atteggiamento mista a un arroganza politica da annichilirne la credibilità non tanto di aspirante leader politico quanto di interprete del ruolo di garanzia che spetta al Presidente della Camera”.

Il capogruppo dei deputati, Fabrizio Cicchitto, fa la “paternale” : “Non è consentito a nessuno rimettere in discussione i capisaldi, ci auguriamo che anche Fini si impegni perché – apre Cicchitto – siamo ancora in tempo a mettere da parte errori e incomprensioni”.

Tra i più dispiaciuti c’è il ministro della Cultura, Sandro Bondi. Ieri era ospite in studio della trasmissione Ballarò e ha assistito “dal vivo” alla telefonata “riparatrice” di Fini. Non è bastato: “Da Fini – ha detto – mi sarei aspettato parole che fugassero la sgradevole impressione che non si può non ricavare dalla sua conversazione con il procuratore della Repubblica di Pescara”.

E poi, il presidente del Pdl al Senato Maurizio Gasparri: “Io sostengo il governo sia in onda che fuori onda”, il ministro della Difesa Ignazio La Russa: “Ormai conviene parlare solo a gesti. Così da evitare altri fuorionda”, Paolo Romani, vice ministro allo Sviluppo economico: “Fini non sa cosa sia la riconoscenza”.

Un circo impazzito di battute, rimproveri e reazion che mantengono desta l’attenzione su un “pasticcio” diplomatico dagli effetti imprevedibili.

Maria Saporito

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