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Italia a rischio voragini, secondo gli esperti dell’Ispra

Una sinkhole apertasi in Guatemala nel 2007
Una sinkhole apertasi in Guatemala nel 2007

Si chiamano “sinkholes”, per gli addetti ai lavori. Sono le voragini, sprofondamenti geologici di cui poco si parla se non in film e cartoni animati, e che invece costituiscono un problema geologico realmente esistente e che interessa l’Italia da vicino.

A seguito dei noti fenomeni sismici avvenuti di recente in Abruzzo, ad esempio, l’intera

Un caso avvenuto nel 2006 in pieno centro di New York, a Brooklyn street
Un caso avvenuto nel 2006 in pieno centro di New York, a Brooklyn street

regione è caratterizzata da questi assestamenti naturali del suolo, che non sono adeguatamente presi in considerazione durante la progettazione di costruzioni e ricostruzioni future. E’ quanto è emerso dal seminario dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) tenutosi oggi a Roma.

I “sinkholes” sono un fenomeno purtroppo poco considerato, come spiega Emilio Santori, Sub Commissario Ispra, che ha aperto i lavori del congresso di oggi. Gli esperti radunati intendono oggi ”riaccendere l’interesse su questo tema geologico, sicuramente dibattuto in ambiente scientifico ma poco noto all’opinione pubblica”, dice Santori. “Si parla molto di frane e alluvioni, ma non altrettanto di quegli sprofondamenti che, al pari di alcuni fenomeni naturali, possono essere altrettanto pericolosi per la popolazione, soprattutto qualora si verifichino in aree antropizzate”.

Il rischio di questi fenomeni geologici sta nel fatto che sono spesso caratterizzati da una inaspettata (in quanto non è sufficientemente monitorata la situazione) evoluzione che può durare anche solo 6 ore, e coinvolgere  intere aree urbanizzate, con relative conseguenze. Ad innescare il fenomeno sono eventi sia naturali che provocati dalla mano dell’uomo: dalle pioggie copiose alle fratture del suolo causate da varie ragioni (non ultima l’attività sismica), e sono a rischio in particolare anche i territori caratterizzati da scavi sotterranei antichi e recenti.

La città più esposta risulta infatti essere Roma, con il suo tesoro nascosto di catacombe. Seguono Napoli, Cagliari e Lecce, ma anche molti altri comuni di Lazio, Abruzzo, Toscana, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Attualmente, le zone che perlomeno sono sufficientemente monitorate e dispongono di una regolamentazione in merito, sarebbero soltanto le regioni Lazio e Sardegna.

Sandra Korshenrich