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Censis: Italia Paese “replicante”. E i giovani sono sempre più disincantati

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Un Paese “replicante” che vive  “in apnea” in attesa che la bufera economica passi via. E’ questo il ritratto che viene fuori dall’ultimo Rapporto del Censis (Centro studi investimenti sociali) che fotografa l’Italia come un Paese che ha incassato (e continua a incassare) gli effetti della crisi senza troppo cambiare. Anzi.

Secondo il Rapporto presentato stamattina alla sede del Cnel (Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro), il 71,5% delle famiglie italiane ha un reddito mensile che gli permette ancora  di coprire le spese: il dato cresce nel Nord-Est (78,9%) e nel Nord-Ovest (al 76,7%), mentre, come prevedibile, scende al Sud (63,5%).

Gli italiani hanno comunque cambiato le proprio abitudini, tentando di mettere sempre meno frequentemente le mani al portafoglio: Il 40% delle famiglie, continua il Rapporto, ha contenuto gli sprechi, il 39,7% ha cercato prezzi più convenienti, mentre il 34,8% ha abolito le spese più sostenute, rimandandole magari a tempi migliori.

Le stime si fanno assai scoraggianti sul fronte dell’occupazione: 378 mila  posti di lavoro in meno nel primo semestre 2009 (di cui  271 mila solo al Sud) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E ad essere maggiormente penalizzati sono state ovviamente le forme di lavoro meno tutelate: lavoro a termine (-229 mila, –9,4%), collaborazioni a progetto (-12,1%)collaborazioni occasionali (-19,9%). Il lavoro tradizionale: dipendente e a tempo indeterminato, ha invece continuato a crescere, registrando un aumento dello 0,4% (oltre 60 mila posti in più).

Non basta. Nel nostro Paese si diffonde in maniera capillare lo scetticismo e il disicanto. Soprattutto tra i giovani: circa l’80% di loro infatti (quelli compresi nella fascia che va dai 15 ai 18 anni) si chiede che senso abbia stare a scuola o frequentare corsi di formazione professionale. Il 92,6% dei giovani in uscita dalla scuola superiore (quasi la totalità) ritiene che anche per chi ha un titolo di studio elevato il lavoro sia oggi sottopagato e il 91,6% pensa che sia agevolato solo chi può avvalersi delle conoscenze, o più brutalmente delle “irrinunciabili” raccomandazioni.

Maria Saporito