Home Sport Ciro Ferrara: “Con Inter serve gara perfetta”

Ciro Ferrara: “Con Inter serve gara perfetta”

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Domani sera è l’ora dei conti. Domani sera la Juventus ospiterà l’Inter Campione d’Italia. Domani sera i bianconeri tenteranno di battere la capolista e ridurre il gap di otto punti guadagnato dai nerazzurri fino a questo momento del campionato. Ma non sarà facile. Servirà la partita perfetta, come ammette Ciro Ferrara, nella conferenza stampa di vigilia: “Per battere l’Inter dovremo essere perfetti. Dovremo fare la partita perfetta. Gli otto punti di distacco dicono che l’Inter, finora, ha sbagliato molto meno di noi. Noi invece dobbiamo ancora migliorare sotto alcuni punti di vista. Non possiamo permetterci un rendimento altalenante: siamo la Juve e dobbiamo affrontare ogni partita come se fosse una sfida di cartello, trovando la stessa intensità delle gare importanti anche contro le cosiddette “piccole”. Gare come quella di domani contro l’Inter, non c’è nemmeno bisogno di prepararle. Dovremo giocare ad altissimi livelli, con grande intensità come nel secondo tempo contro il Cagliari. Un secondo tempo da grande squadra. Nel primo tempo non abbiamo fatto nulla per mettere i sardi in difficoltà, pur senza rischiare molto, a parte il gran gol di Nenè. Queste partite sono molto sentite e lo si vede in allenamento. I ragazzi hanno lavorato benissimo e sono super-concentrati”.
Dopo due k.o. è meglio ricominciare da sfide come quella contro l’Inter?
“L’importante è scendere subito in campo e cercare di rifarsi dopo una brutta prestazione. Se poi la prossima gara è una sfida di cartello come quella contro l’Inter meglio ancora. Abbiamo potuto lavorare con tranquillità per una settimana intera e ci siamo preparati nella maniera giusta. Nonostante le due sconfitte consecutive (tra campionato e Champions, ndr) ho visto un ambiente tranquillo, voglioso e carico al punto giusto”.
Contro l’Inter sarà un match point? Una sorta di finale?
“Sono fiducioso, ma può succedere di tutto in una sfida come questa. Noi vogliamo fare una grande partita e vogliamo vincere. Domani, ovviamente, sarà una sfida particolare, contro i Campioni d’Italia. Pur cosciente del fatto che è un momento importante del campionato, è una sfida che vale sempre tre punti, come tutte le altre”.
Potrebbe essere l’ultima occasione per fermarli
“Abbiamo a disposizione sia la gara di domani che quella di ritorno. Poi non dipenderà più soltanto da noi”.
Che effetto fa sentirsi in bilico sulla panchina?
“Non è la prima volta che quest’anno mi si dice: “Non arrivi a mangiare il panettone”. Ma non mi innervosisco e queste voci sulla mia panchina traballante non mi fanno perdere la convinzione e la sicurezza in me. I periodi negativi ci sono per tutte le squadre, in ogni stagione. E’ normale. Ad agosto sapevo che prima o poi sarebbero arrivati momenti difficili. Ma non mi faccio assolutamente condizionare. Oltretutto ho sentito piena fiducia sia da parte dei tifosi che da parte della società e della dirigenza. Io ho il dovere di trasmettere serenità e convinzione nei miei ragazzi. Nel mio mestiere sentirsi sempre in discussione è normale. So che dipendo sempre dai risultati ottenuti. Ma sono convinto che questo periodo finirà in fretta”.
La Juventus ha problemi di identità?
“Non dimentichiamoci che la Juventus, dopo diversi anni in cui giocava soltanto con il 4-4-2, ha cambiato per ben due volte modulo di gioco. Siamo partiti in un certo modo (4-3-1-2, ndr) e poi sono stato costretto a cambiare in corsa (4-2-3-1, ndr) per mancanza di uomini. Avevo a disposizione soltanto due centrocampisti e non potevo riproporre il rombo. Con l’ultimo modulo abbiamo ottenuto anche risultati importanti e pensavamo di aver trovato la quadra. Ora che ho di nuovo tutti a disposizione, possiamo tornare alle origini”.
Per la prima volta dall’inizio della stagione, vi siete allenati a porte chiuse. Questo ha fatto scalpore…
“Non avevo niente di particolare da nascondere. L’ho fatto soltanto perché ero convinto che questa scelta ci avreebbe fatto lavorare con più serenità. E così è stato”.
In cosa si assomigliano o si differenziano Juve e Inter?
“In nulla. E non voglio nemmeno fare paragoni. In campo? Massimo rispetto per una squadra che ha la mentalità vincente ed è in uno stato di forma incredibile. Ma noi faremo una gran partita, ne sono sicuro”.
Che effetto fa affrontare Mourinho?
“Finora ci siamo incontrati soltanto al Trofeo Tim quuest’estate. Ma questa non è una sifda riconducibile soltanto a me e Mourinho. E’ Juventus contro Inter. E’ un piacere sfidarlo e, spero, sarà piacevole batterlo e vincere la gara”.
Dopo la lettera di Jean Claude Blanc ai presidenti di tutti gli Juventus Club, che atteggiamento si aspetta dai tifosi bianconeri?
“La lettera di Blanc è in perfetto stile Juve. Dimostra quanto questa società stia facendo affinché nel calcio l’aspetto sportivo resti preponderante. Mi aspetto una bellissima cornice e mi aspetto tanto dai nostri tifosi: non mi va che passino agli occhi del mondo come tifoseria che crea problemi. Sarebbe simpatico se usassero l’ironia piuttosto che i classici sfottò e i classici fischi. Quando giocavo mi ricordo alcuni striscioni simpatici. Mi ero appena rotto la gamba e i tifosi del Verona mi avevano scritto: “Ferrara sei un ragazzo in gamba”, “Ferrara corri ai Mondiali”, e anche “Ferrara salta con noi”. Mi fecero molto ridere. Ovviamente non si può non lasciare che i tifosi si esprimano come vogliono, ma secondo me l’ironia è la cosa più giusta per affrontare le cose”.

Andrea Bonino