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Feltri “precisa” su Boffo: è da ammirare!

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“Dal fascicolo non risulta implicato in vicende omosessuali, tanto meno si parla di omosessuale attenzionato. Questa è la verità. Oggi Boffo sarebbe ancora al vertice di Avvenire”. A tre mesi di distanza  dalla pesante accusa mossa dalle colonne del Giornale da lui diretto, Vittorio Feltri ritorna sull’affaire che ha investito l’ex direttore dell’ Avvenire, Dino Boffo.

Rispondendo alla lettera di una lettrice che gli domandava quale fosse la sua attuale posizione sul caso mediatico da lui creato, Feltri ha risposto: “Boffo ha saputo aspettare, nonostante tutto quello che è stato detto e scritto, tenendo un atteggiamento sobrio e dignitoso che non può che suscitare ammirazione“.

Ma contestualizza anche: “In un periodo di fuochi d’artificio sui presunti eccessi amorosi di Berlusconi –  ha continuato il direttore de Il Giornale – giudicammo interessante il caso Boffo per cercare di dimostrare che tutti noi faremmo meglio a non speculare sul privato degli altri, perché anche il nostro, se scandagliato, non risulta mai perfetto”.

Un’ammissione di colpa a metà, dunque. Perchè, ha aggiunto Feltri “se Boffo, nel mezzo delle polemiche invece di secretare il fascicolo, lo avesse reso pubblico, consentendo di verificare attraverso le carte che si trattava di una bagatella e non di uno scandalo”, la cosa si sarebbe sconfiata da sè.

“Sono trascorsi tre mesi dalla notizia che abbiamo pubblicato su Boffo – ha ricordato ancora Feltri – e soltanto negli ultimi giorni il nostro condirettore Alessandro Sallusti ha avuto la possibilità di dare una sbirciatina alle carte secretate e ha verificato che non si parla di “omosessuale attenzionato”.

Da qui la necessità di diffondere la precisazione. Già, perche il direttore del Giornale non è disposto a considerare una scusa l’ultimo outing su Boffo, nè tantomeno una retromarcia; piuttosto “una doverosa precisazione”. A tre mesi di distanza.

Maria Saporito