Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica No-B Day: repotage parziale di una festa arrabbiata

No-B Day: repotage parziale di una festa arrabbiata

no-b-dayOre 14.00 Piazza della Repubblica – Roma. La fontana delle Naiadi zampilla come sempre e le statue (pur ferme, ovviamente) sembrano partecipare ai suoni e al ritmo dei cori festosi dei manifestanti. Benvenuti al No B. Day, la manifestazione pacifica e autonoma del “popolo viola” che grida, canta, ride e si conosce.

Il cielo blu è “sporcato” dai colori delle bandiere: oltre a quelle del movimento nato sulla piazza di Facebook, si distinguono le tante di Rifondazione comunista, quelle dell’ Italia dei valori, accompagnate da quelle di Sinistra e libertà e di Sinistra democratica (solo per citarne alcune). Ci sono poi i tricolori e le bandiere della Pace, ma gli organizzatori dai palchi ambulanti precisano: “Avvolgete le vostre bandiere di partito, è troppo tardi. Oggi c’è spazio solo per il viola!”.

In piazza c’è gente allegra e sorridente, tanti giovani e meno giovani si sono dati appuntamento per gridare all’unisono un solo imperativo: “Dimettiti” (ovviamente rivolto al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi). Ci sono anche gli ex lavoratori di Eutelia: vendono arance nel tentativo di recuperare i soldi che l’ azienda non rende loro da mesi. E ovviamente le irrinunciabili bancarelle con felpe  e magliette stampate ad hoc accanto all’immancabile Che Guevara.

Alle ore 14.30 il serpente umano in viola si mette in marcia. I ragazzi di Rifondazione comunista lanciano dal loro furgoncino le magliette sopra un popolo osannante che tenta di prenderle al volo. Da qui in poi è tutto uno scorrere di manifesti e striscioni. Di allegria e rabbia.

Tra i tanti, c’è chi indossa la maschera di Berlusconi sul viso e si è pure ammanettato; accanto a lui sorridenti signore imbracciano un cartellone con il fotomontaggio del premier condotto via dai carabinieri e la scritta “I have a dream” di lutheriana memoria. C’è chi opta per codici più televisivi e fa il verso al Grande Fratello: “Silvio sei stato nominato” e chi invece la butta in musica, esibendo un impietoso cartellone con sù scritto:”Libera nos a nano“.

Ore 15.00 circa. Il corteo raggiunge la bellissima piazza di S.Maria Maggiore, le campane anticipano l’ imminente arrivo dei manifestanti che proseguono al ritmo di una marcia trionfante. Tra gli striscioni più appariscenti distinguiamo un: “La politica va fatta con le mani pulite“, sintesi perfetta delle brutture della prima e della seconda Repubblica, mentre tra i  più cattivi si segnala un “Sono più alto che onesto“. Sarà piaciuto alla Bindi!

Ore 16.00 circa. Si arriva a Piazza S.Giovanni, già gremita di gente e stand. Sul palco, i primi interventi e i primi numeri: gli organizzatori parlano di oltre 500 mila presenze e di manifestazioni solidali in tutto il mondo (da Sidney a New York passando per Bruxelles). Sul maxi schermo compare la figura confortante di Margherita Hack: “Presidente, abbia fiducia nella magistratura. Se lei è innocente verrà assolto, altrimenti si dimetta!”.

Segue l’attore Ascanio Celestini che gioca in casa e recita un breve comunicato: “Io sono un industriale di merda – esordisce – produco merda e distribuisco merda…”. La gente ride, applaude ma in fondo si vede che è davvero arabbiata. La festa stizzita di Roma è appena iniziata, gli interventi sul palco si succederanno per oltre 2 ore. Banditi i politici, oggi parla la gente semplice, la gente in “viola” che manifesta contro chi vìola.

Maria Saporito

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