Rapporto Censis sui media: Facebook e YouTube in continua ascesa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:21

web_surfer_250x251Internet, social network e web tv: il presente e – soprattutto – il futuro sono dalla loro parte. Così si potrebbe in sintesi riassumere l’ultimo rapporto 2009 del Censis (Centro Studi Investimenti Sociali) sulla situazione dei mass media in Italia. Se la televisione resta il mezzo di comunicazione più diffuso, raggiungendo il 97,8% della popolazione, il trend di crescita dei nuovi media non si ferma.

Secondo i dati forniti dall’istituto di ricerca, negli ultimi 8 anni il tasso di diffusione di internet nel nostro paese è cresciuto dal 20,1% del 2001 all’attuale 47%. Il cuore pulsante del successo del web è costituito dalle fasce di età più giovani e con un livello di istruzione più elevato: l’80,7% degli under 30 utilizza abitualmente la rete per i più disparati motivi, dal semplice svago all’informazione.

L’ascesa più considerevole è quella dei social network. Circa 20 milioni di italiani li conoscono, con YouTube e Facebook a fare la parte del leone. La “creatura” di Mark Zuckerberg viene utilizzata principalmente con lo scopo di mantenere contatti con gli amici (70%), con il 41,2% degli utenti che ammette di passare il suo tempo su Facebook curiosando tra le bacheche degli amici.

Dati abbastanza sorprendenti arrivano poi dal fronte YouTube. Il fattore di successo del sito sembra dato principalmente non dalla possibilità di caricare e condividere in rete i propri video, quanto dall’essere semplici spettatori dei filmati altrui: solo il 4,1% dei suoi iscritti inserisce regolarmente video in prima persona, ed un ulteriore 12,1% lo fa raramente.

Altri numeri che dovrebbero far riflettere in vista del futuro riguardano la web tv e la radio. Quest’ultima, storico medium “classico”, sta vivendo una nuova giovinezza proprio grazie alla sua capacità di plasmarsi, di adattarsi ai tempi e alle nuove tecnologie, con le quali interagisce riuscendo a non passare mai di moda.

La radio arriva oggi all’81,2% degli italiani grazie al supporto delle piattaforme digitali: soprattutto tra i giovani, molti la ascoltano attraverso il telefonino (8,1%), internet (8,3%) e i lettori mp3 (18,6%). Spesso sottovalutati, infine, i dati riguardanti le web tv: il flusso di trasmissioni in streaming cattura il 41% dei giovani di età tra 14 e 29 anni. Mentre la tv tradizionale è sempre più una prerogativa delle fasce di età più avanzate.

Daniele Ciprari

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