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Anche dal Pd, no a quest’uso di Spatuzza. Latorre: le prove, anziché lo show

Il senatore Pd Nicola Latorre
Il senatore Pd Nicola Latorre

Anche dal Pd arrivano critiche da chi non approva l’uso indiscriminato e dal carattere mediatico di pentiti di mafia. Nicola Latorre, vicepresidente del Pd al senato, sottolinea innanzitutto che non è a motivo di pregiudizi di vario genere che bisogna prestare o meno fede a dichiarazioni : “La credibilità dei pentiti non dipende dalla loro fedina penale ma sta nella rigorosa verifica delle loro affermazioni”.

Ma poi propone un invito a riflettere, Latorre, su come il “fenomeno Spatuzza” sia, in questo momento, gestito, forse mal gestito, di sicuro in parte (troppo) strumentalizzato. “Mi colpisce il fatto – dice il Senatore – che 250 televisioni di tutto il mondo abbiano potuto registrare le dichiarazioni di Spatuzza senza un loro preventivo riscontro. Anche questo è un modo di fare uso improprio delle dichiarazioni dei pentiti”.

Senza negare, comunque, da parte del senatore Pd, che “la scelta di pentirsi è piuttosto impegnativa e ha portato importanti risultati. Starei quindi attento a non gettare via il bambino con l’acqua sporca”.

Solamente, bisognerebbe prestare più attenzione, da parte delle istituzioni, a consentire la diffusione immediata di dichiarazioni “bomba” da parte di pentiti, non per il fatto che si tratta di parole di mafiosi, ma a motivo della mancanza, in ogni caso, di riscontri sufficientemente affidabili, anche in via provvisoria, al quadro che si illustra di situazioni che fanno subito il giro del mondo, salvo rettifiche successive, ed in certi casi posticcie e penose.

Un quadro della Giustizia e dell’informazione, questo cui si assiste, evidentemente non dei più invidiabili. Senza contare il fatto che già nel XVIII sec. Cesare Beccaria avvisava: uno Stato che si arrende al bisogno di fare uso dei pentiti in sede di Giustizia, è uno Stato ormai debole.

Sandra Korshenrich

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