Facebook, minacce alle maestre di Pistoia

PEDOFILIA“Se qualche genitore di quei bambini legge questo messaggio è autorizzato a chiamarmi. Lascio lavoro e famiglia, vengo lì e le faccio a pezzi”. Segue nome e recapito telefonico. E’ questo il tenore di uno dei tantissimi messaggi che sono comparsi su Facebook nei gruppi nati dopo l’arresto di Anna Scudieri e Elena Pesce, titolare e maestra dell’asilo Cip Ciop di Pistoia, accusate di maltrattamenti nei confronti dei bambini affidati loro.
La terribile vicenda non ha lasciato indifferente il grande popolo della Rete, e subito dopo l’arresto si sono moltiplicati i gruppi di condanna nei confronti delle due donne: sui maggiori social network, Facebook in primis, sono comparsi messaggi di solidarietà ai bambini vittima dei maltrattamenti e alle loro famiglie, propositi di organizzare fiaccolate e manifestazioni davanti al carcere di Sollicciano, dove le donne si trovano recluse.
Ma c’è anche chi, purtroppo, ha utlizzato toni ben più accesi, e accanto alla solidarietà si leggono tante minacce. Così c’è chi incita al linciaggio, chi alla mutilazione o alla lapidazione, chi fa appello alle detenute del carcere di Sollicciano affinchè riservino un trattamento adeguate alle due colpevoli di tale infamia. Alcuni utenti si danno appuntamento di fronte alla casa delle due donne, altri invitano i genitori a farsi giustizia da soli.
Anche i nomi dei neonati gruppi lasciano poso spazio all’immaginazione : tre di loro inneggiano all’ergastolo e alla pena di morte, e c’è chi suggerisce come pena alternativa: “Lasciatele un pomeriggio ai componenti di questo gruppo”.

Giorgio Piccitto