Ghedini replica a Repubblica sul processo breve

berlusconi_ghediniQuesta mattina La Repubblica ha pubblicato un articolo che rivela presunte voci di corridoio secondo cui i parlamentari del Pdl e avvocati del premier Piero Longo e Niccolò Ghedini stanno lavorando in queste ore ad un “restyling” del progetto di legge sul processo breve che a breve approderà in Senato.
Scopo di questa totale riscrittura del testo della legge sarebbe, sempre secondo Repubblica, l’inserimento fra i reati soggetti al cosiddetto “processo breve” dei reati connessi a mafia e terrorismo.

Un provvedimento che, qualora risultasse vero, apparirebbe come un plateale quanto vergognoso mezzo per svuotare di qualunque utilità i processi condotti dai magistrati delle procure di mezza Italia sulle stragi di mafia degli anni ’90 che, negli ultimi tempi, hanno coinvolto Marcello Dell’Utri (cui sono legate le dichiarazioni del pentito Spatuzza) e Silvio Berlusconi.

In ogni caso era indispensabile, per il PdL, rivedere radicalmente il testo della legge presentato precedentemente da Gasparri e Quagliarello, dato che, per ammissione degli stessi relatori, era ricco di imprecisioni e, molto probabilmente, la legge sarebbe stata bloccata da Napolitano, a maggior ragione dopo i segnali di allarme provenienti dal Csm e dall’Anm.

Niccolò Ghedini, al momento, ha smentito l’ipotesi che nella legge siano inseriti i reati di mafia e terrorismo: “La notizia apparsa con grande rilievo sulla prima pagina di ‘Repubblica’ – ha detto l’avvocato – e altri quotidiani sull’estensione del processo breve ai processi per mafia e terrorismo è destituita di ogni fondamento e totalmente inventata. Nessuna ipotesi in tal senso e’ stata da noi proposta”.

Mattia Nesti