Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Scontro a tutto campo sulla Finanziaria: verso lo sciopero generale

Scontro a tutto campo sulla Finanziaria: verso lo sciopero generale

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Casini, intervenendo in aula a nome dell’Udc, ha tentato di abbassare i toni, proponendo al Governo un “patto di non belligeranza“: “Noi riduciamo gli emendamento – ha detto il leader centrista – e lui (il Governo ndr) accetta la discussione e il voto degli emendamenti senza l’apposizione del voto di fiducia“.
Una sorta di estremo tentativo per evitare che l’esecutivo approvi la manovra Finanziaria con un testo blindato, svuotando di qualunque utilità la discussione parlamentare e, soprattutto, procedendo su una strada che conduce inevitabilmente al muro contro muro.

Le “barricate” sono state evocate da sinistra, soprattutto in merito alla scelta di Tremonti di coprire più di un terzo della manovra (3,1 miliardi di euro) con i soldi che il ministero delle Finanze prenderà in “prestito” dal fondo del Tfr dei lavoratori. “Il governo deruba i lavoratori – si legge in una nota della Federazione della Sinistra – per ingrassare le pance degli evasori. Se si permetteranno di mettere mano al Tfr siamo pronti alle barricate”.
“Non vi è nulla delle cose che uno si aspetterebbe dalla finanziaria; – aggiunge Paolo Ferrero – non vi è il blocco dei licenziamenti, non vi è un aumento delle pensioni o degli stipendi, nulla di nulla […] Non resta che proclamare al più presto un grande sciopero generale”.

Un’ipotesi, quella dello sciopero generale, che sembra aver fatto breccia anche all’interno della Cgil: venerdì scenderanno in piazza, in seguito ad una agitazione nazionale, i settori della Funzione Pubblica e della Conoscenza, ma ormai tutte le categorie sembrano intenzionate ad appoggiare la proposta, avanzata per prima dalla FIOM, di indire al più presto uno sciopero generale.
“Confindustria è molto forte con certi governi e molto debole con altri. – ha detto il segretario Epifani, criticando anche l’atteggiamento degli industriali – Questo governo prende questi soldi e li usa a suo piacimento, per finanziare la spesa corrente e tutto quello che nel bilancio pubblico non ha la copertura“.

Anche perché i soldi del Tfr dei lavoratori sono, a ben guardare, l’unico fondo “sicuro” su cui il Governo poggia la sua manovra Finanziaria. Infatti ben 4 miliardi (con una manovra che dovrebbe valere circa 8,8 miliardi), dovrebbero arrivare dai fondi che il Governo pensa di recuperare attraverso lo scudo fiscale. Una previsione che, qualora si rivelasse infondata, mettere in crisi l’intera manovra.

Intanto l’Italia dei Valori ha fatto sapere che non intende rinunciare ai suoi emendamenti, mentre il Governo fa sapere che sta “valutando” l’ipotesi di ricorrere al voto di fiducia.

Mattia Nesti