Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Alfano: meno tv per i magistrati

Alfano: meno tv per i magistrati

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“Si può vincere la mafia senza fare il giro delle televisioni e senza fare convegni, ma lavorando di più in Procura, lontano dalle luci delle telecamere”. Così ieri, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano nel corso della conferenza stampa indetta insieme al collega Maroni per fare il punto sulla lotta alla mafia. “Anzi, qualche passaggio tv e qualche convegno in meno – rincara il Guardasigilli –  possono tradursi nella cattura di qualche latitante in più. Così si fa il bene del Paese“.

E ringraziando il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, per  i recenti successi che hanno condotto all’arresto di tre importanti latitanti (Raccuglia, Nicchi e Fidanzati), Alfano ha concluso: “La mafia è in ginocchio“.

La “strigliata” del ministro contro i giudici che, a suo parere, strizzano troppo l’occhio alle telecamere ha suscitato l’immedieta reazione dell’Anm. “È legittima la presenza pubblica dei magistrati – hanno replicato dal sindacato delle toghe  il presidente Luca Palamara e il segretario Giuseppe Cascini – ma, ci permettiamo di ricordare che la cultura della giurisdizione, la professionalità e la legittimazione del magistrato si misurano nelle aule giudiziarie, nei provvedimenti giurisdizionali adottati, nei processi e con le sentenze definitive”.

E sull’argomento interviene anche Piero Grasso, procuratore nazionale Antimafia: “Le indagini – ha spiegato – le fanno forze dell’ordine e magistrati, che non si fanno distogliere (dalle tv, ndr) e continuano con sempre più efficacia nella loro azione di contrasto alla criminalità organizzata”.

Maria Saporito

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