Home Sport Ciro Ferrara a muso duro: “Mi sono rotto”

Ciro Ferrara a muso duro: “Mi sono rotto”

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Dopo la bruciante eliminazione dalla Champions League per mano del Bayern Monaco, la Juventus di Ciro Ferrara è attesa dalla delicata trasferta di Bari. La formazione pugliese è la terza miglior difesa della serie A, contro una formazione, quella bianconera, capce di prendere 16 gol in 15 partite. Praticamente Giuanluigi Buffon, ad ogni sfida, incassa almeno un gol. E nelle ultime quattro, tra campionato ed Europa, ha dovuto raccogliere la palla in fondo al sacco per ben 9 volte: 2 a Bordeaux, 2 a Cagliari e 5 a domicilio tra Inter e Bayern Monaco. Ovviamente il tecnico bianconero è conscio che le critiche nel mondo del calcio ci stiano, soprattutto quando alleni la Juventus. Ma quando Ferrara si presenta nella sala stampa di Vinovo è visibilmente contrariato e non lo manda a dire: “Nel bene o nel male bisogna andare avanti. Sopportare le critiche, soprattutto quelle prevenute e cattive, rispedirle al mittente e rimboccarsi le maniche. E’ ovvio che, dopo un’eliminazione così clamorosa, non mi aspettavo elogi dai media. Però anche ad inizio stagione, dopo aver vinto 4 partite di fila, mi ricordo qualche commento negativo. Ci si concentrava soprattutto sulle cose occasioni concesse agli avversari piuttosto che sulle cose positive fatte da noi. E allora non ci sto. Questo non mi torna”.
Ci fa un esempio di critica prevenuta ricevuta in questi ultimi giorni?
“E’ un discorso generale. Come sempre la critica costruttiva è ben accetta e fa parte del mondo del calcio. Ma c’è chi più va sul pesante. Questo gioco non mi piace. Il mio libro nero è aperto da tempo. Tutto normale quando siedi su una panchina importante come quella della Juventus. Ma alcune non le accetto”.
Torniamo alla sconfitta contro il Bayern
“Sappiamo di avere sbagliato e di essere usciti nonostante avessimo tutte le carte in regola per passare il turno. Ci prendiamo le nostre responsabilità, tutti quanti, e ci prendiamo, giustamente, le nostre “mazzate”. E’ il momento di reagire: non dobbiamo nasconderci e tirare fuori il coraggio. La delusione è stata forte, ma ho visto nei ragazzi la giusta rabbia. Reagiremo. Da giocatore ho subito cocenti delusioni e so cosa significa. Ma ogni partita ha la sua storia”.
La dirigenza ha preso le sue difese
“Non avevo dubbi. Sento fortemente la loro stima nonostante io sia un allenatore alle prime armi e debba crescere. Ma non c’è tempo: devo farlo in fretta”.
Sabato sera ci sarà qualche revisione tattica dopo il k.o. contro i bavaresi?
“Assolutamente no. Evidentemente io vivo in un altro mondo rispetto a voi. Mi fate sempre domande sul modulo e sulla tattica. Non cambio strada. Punto e basta. Mi sono anche un pò rotto!”.
Ma ci sono dei valori tecnico-tattici che la Juventus deve recuperare, no?
“Lavoriamo tutti i giorni sugli aspetti tattici e sull’organizzazione di gioco. Fino alla nausea. Prendiamo troppi gol sui calci piazzati? Vero. Ma questo non ha nulla a che vedere con la corsa, il modulo, la grinta, l’organizzazione, eccetera. Dobbiamo fare molta più attenzione e migliorare. Poche scuse e pochi alibi: non mi piacciono. Poi se facessimo qualcosa in più anche in fase di recupero, non sarebbe male”.
Ma qualche giocatore in campo sembra irriconoscibile
“Siamo tutti coinvolti alla stessa maniera. Non è colpa di uno, due, o tre giocatori. Non è colpa dei brasiliani o della difesa o dell’attacco. Dobbiamo migliorare tutti e dobbiamo farlo insieme”.
Cosa pensa della decisione di Buffon di aspettare per l’operazione?
“E’ stato l’ulteriore segnale, se ancora ce ne fosse bisogno, per capire quanto Gigi sia importante e grande per questa squadra. Ha preso questa decisione per stare vicino al gruppo in un momento delicato”.
La Juventus si gioca la credibilità nelle prossime due sfide contro Bari e Catania?
“Tutti i giorni ci giochiamo qualcosa di importante, anche in queste ultime due sfide prima della pausa natalizia. Bisogna continuare a giocare sereni, con la testa sgombra da qualsiasi tipo di pressione”.
Cosa chiederai domani ai tuoi?
“Ognuno di noi sa la particolarità del momento. Non credo dovrò dire molto”.
Il Bari è un avversario pericoloso 
“E’ una squadra molto agile, molto veloce davanti ed è molto ben organizzata, soprattutto dietro. Basti pensare che è la terza miglior difesa del campionato e questo la dice lunga sulla forza della formazione di Ventura. Oltretutto troveremo un ambiente caldo e lo stadio pieno. Se avremo la stessa umiltà del Bari e giocheremo con la loro stessa intensità, porteremo a casa i tre punti”.
E intanto Spalletti è andato allo Zenit di San Pietroburgo
“Un grosso in bocca al lupo a Luciano. Sarà un’esperienza diversa, da vivere intensamente. Gli auguro di poter proseguire quanto di positivo messo in mostra in Italia”.

Il tecnico bianconero ha poi concluso la conferenza stampa di vigilia dicendo di non aver chiesto alcun rinforzo per gennaio, di non sentirsi assolutamente in bilico e, soprattutto, di non aver mai pensato di dimettersi. Dunque si va avanti con Ciro Ferrara, com’è logico che sia. Il progetto sportivo va avanti con il “guaglione” napoletano a bordo per dare continuità, com’è giusto che sia. D’altronde, si sa, se alleni la Juventus sarai sempre nel mirino della critica. Nel bene o nel male.

Andrea Bonino