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Scambio di neonate durato 24 ore al Dimiccoli di Barletta

L'Ospedale Dimiccoli di Barletta
L'Ospedale Dimiccoli di Barletta

Ospedale Dimiccoli di Barletta, 10 dicembre. Nascono due bambine, a distanza di due ore esatte l’una dall’altra: la prima alle 11.25, la seconda alle 13.25. Una delle due, durante il primo abbraccio materno, viene osservata con acuta curiosità dai neo genitori esultanti, e, dal momento che per pura coincidenza è figlia di un padre dai tratti particolari, subito dà all’occhio questa somiglianza con il genitore. Sia il padre che la figlia, infatti, sono occidentali dai tratti vagamente asiatici, ed il taglio degli occhi è visibilmente a mandorla.

Come da prassi, la puerpera porta via la piccola per un po’. In seguito, la mamma esausta la vede accanto a sè, e le due riposano. Ma mentre l’occhio spossato ogni tanto si posa sul fagottino, il pensiero va dove non dovrebbe andare, o almeno così vien da pensare. Infatti gli occhi sembrano meno a mandorla. Ma appare come uno scherzo della stanchezza, e non ci si bada. Con il passare delle ore, però, e la conferma delle impressioni da parte del neo padre, vien da chiedere al personale qualcosa. Ma è tutto a posto, si assicura: i neonati si somigliano tutti, cambiano espressione, si deformano nei tratti di ora in ora, e quant’altro.

Cala la notte, e nessuno dorme, anche se non si sa perchè. O non si osa pensarlo. Ed ecco, alla acuta mamma sommersa dal dubbio di quelle prime ore emozionanti forse più del solito, viene un cosiddetto flash: qualche cifra del numero visto sulla sua bimba inciso nel piccolo bracciale quando l’ha vista per la prima volta. Subito si alza nel cuore della notte, la mamma, balza a controllare il polso della bimba, ed ecco qui: non è uguale! Il numero è diverso, ne è certa.

Subito allertati, i membri ancora (più o meno) svegli del personale, pazientemente assistono alla nuova protesta, e si prendono il tempo anche di rispondere: che ora è troppo, ora basta. Va bene che quando si dà alla luce un bimbo le emozioni sono tante, giocano brutti scherzi, ci si sente perseguitati, ed in alcuni casi oppressi, minacciati, si hanno incubi, ma ora basta. Bisogna darsi una calmata.

Con le insistenze del marito unite alle sue, la paziente è riuscita ad ottenere di aver prova delle altre nascite del giorno precedente: solo un’altra bambina, giornata tranquillissima. Vista la creaturina, il numero corrispondeva… allora non era un sogno! Il cuore glielo diceva, secondo la donna, ora sotto assistenza psicologica, così come l’altra madre. Tutto ciò, non prima di aver ottenuto, a prezzo di dure battaglie di stress umano, burocratico ed ospedaliero  unite a quello normale di genitori novelli, di poter fare le analisi del dna di genitori e bimbe.  Ogni famiglia è stata riunita, e tutto è bene quel che finisce bene. Tranne per l’ospedale Dimiccoli, ora sotto inchiesta.