Berlusconi: Bersani, tutto il Partito Democratico rifiuta la violenza

silvio-berlusconiSiamo tutti convinti, e parlo per il Pd, – ha dichiarato pochi minuti fa il segretario del partito Bersani – che ogni gesto di violenza va rifiutato e che occorre un profilo di civilta politica, di serieta, correttezza nel confronto politico anche quando e aspro e radicale. Su questa linea ce tutto il partito democratico.
Queste parole vogliono così smorzare i toni dopo la polemica sollevata dagli esponenti del PdL in merito alle dichiarazioni d Rosy Bindi che aveva detto che Berlusconi non può sentirsi vittima del clima di odio che ha contribuito a creare. Il ministro degli Interni Maroni parlando allAdnkronos aveva detto che Ieri Berlusconi ha rischiato di essere ferito gravemente, di essere ucciso e un esponente importante del Pd (la Bindi, ndr) non ha trovato di meglio da dire che non deve fare la vittima. 

Questa mattina il leader dei democratici aveva anche fatto visita al premier, allospedale San Raffaele, commentando il gesto di Massimo Tartaglia: Va condannato senza se e senza ma – aveva detto – ogni gesto di violenza ma clima (dodio, ndr) e una parola astratta, parlerei piuttosto di gesti di odio isolati.

Non si placano intanto le polemiche su Di Pietro che, dopo aver rilasciato una nota in cui scrive che chi semina vento raccoglie tempesta, aveva annunciato che non sarebbe andato a fare visita a Berlusconi. Lo trovo vomitevole, – ha detto Formigoni, ieri sul palco con il premier – indegno di un uomo politico e di una persona civile. 
Nel pomeriggio, dopo la visita mattutina del Presidente della Camera Fini e di Schifani, è arrivata anche una lettera di solidarietà del Papa, in cui si esprime vicinanza e conforto.

Paolo Ferrero – a nome della Federazione della Sinistra, promotrice del No Berlusconi Day – ha, invece, rilasciato una nota stampa in cui dichiara la ferma condanna dellaggressione. Nel contempo – prosegue Ferrero – denuncio la ignobile strumentalizzazione che di quella aggressione viene fatta dalla destra.
In merito, soprattutto, alle possibilità emerse di attuare forme straordinarie di repressione. 

Lo schieramento politico, compatto nel condannare il gesto che nessuno avrebbe auspicato, si divide piuttosto sulla scelta, che ognuno deve essere libero di compiere in modo coerente, di solidarizzare o meno con il Presidente del Consiglio che, come dicono in molti anche in giro per la rete, ha sicuramente sulla coscienza molto di più di un labbro rotto.

Mattia Nesti