Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Bindi: Berlusconi non faccia la vittima. Al via il circo dei veleni

Bindi: Berlusconi non faccia la vittima. Al via il circo dei veleni

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Che ieri in piazza Duomo a Milano si stesse consumando un incidente che si sarebbe presto trasferito sul piano squisitamente politico, è una valutazione che non sarà sfuggita ai più navigati. Il 42enne Tartaglia ieri non ha “solo” disgraziatamente colpito il presidente del Consiglio, ma azionato un circo mediatico destinato a non fermrsi presto. All’indomani dell’aggressione, si susseguono a ritmo forsennato le reazioni del mondo politico, in un turbinio senza sosta di parole che riempiono tv e giornali.

Raggiunta ieri dal quotidiano La Stampa, il presidente del Pd, Rosy Bindi ha esordito: “Sia ben chiaro, questa intervista deve aprirsi con la solidarietà a Berlusconi e con la condanna del gesto. Resta il fatto che tra gli artefici di questo clima c’è anche Berlusconi, non può sentirsi la vittima“.

“Questi gesti – ha continuato Bindi – vanno sempre condannati, mai giustificati. Qualche volta però sono spiegabili. Certo, se si continua a dividere questo Paese, alla fine…”. Puntini di reticenza che hanno spalancato le porte ai veleni e alle irrinunciabili polemiche.

Un concetto, quello espresso dal presidente del Pd, che era stato sostanzialmente anticipato dal leader dell’Idv, Antonio Di Pietro che, pur manifestando la personale solidarietà al presidente Berlusconi, ne aveva sottolineato la “corresponsabilità” a costruire un clima sociale teso e velenifiero .

Esternazioni che, come prevedibile, hanno scatenato le pronte reazioni dei sostenitori del presidente Berlusconi che rintracciano nelle scomposte dichiarazioni degli avversari (politici) il seme dell’istigazione alla violenza. “Le dichiarazioni di Rosy Bindi – ha commentato Daniele Capezzone, portavoce del Pdl –  lasciano esterrefatti, perché sono ancora peggiori di quelle di Di Pietro. Che la vicepresidente della Camera, oltre che la presidente del Pd, pronunci parole di questo tipo fa pensare che nella politica ci siano irresponsabili desiderosi di gettare benzina sul fuoco. Spero – ha concluso Capezzone – che Pierluigi Bersani voglia dissociarsi”.

”Dopo Antonio Di Pietro, Rosy Bindi. Attorno all’aggressione del presidente del Consiglio – ha detto  Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera – cominciano ad esserci troppi distinguo, troppi se e troppi ma. Cercare di giustificare un gesto di violenza contro chi rappresenta il nostro Paese è un errore che non possiamo permetterci. I violenti vanno isolati. Sempre e comunque”.

Ma a condannare con maggiore veemenza le valutazioni che giungono dall’opposizione, è il portavoce del Cavaliere, Paolo Bonaiuti (che per l’occasione rispolvera un termine di “Veronica” memoria): “Le affermazioni di Rosy Bindi sull’attentato a Silvio Berlusconi – ha spiegato – sono un lascito del passato: nelle sue parole si percepisce quel terribile concetto di superiorità morale che è tipico della sinistra. Finchè la sinistra si tirerà dietro questo ciarpame non arriverà a nulla. Il moralismo – ha chiuso Bonaiuti –  li anima, li rende convinti di essere solo loro depositari della verità. E’ un’arretratezza che va supera”.

Ed è solo l’inizio!

Maria Saporito