Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Csm: no a “processo breve”. E’ un’amnistia

Csm: no a “processo breve”. E’ un’amnistia

csm

“Anziché avere un’accelerazione avremo un allungamento dei tempi dei processi, la loro estinzione, con una caduta dei diritti e della certezza della pena”. Il vice presidente del Csm (Consiglio superiore della magistratura), Nicola Mancino, si è così espresso a proposito dei possibili effetti che il ddl sul processo breve potrebbe sortire, in caso di approvazione da parte del Parlamento.

In una riunione straordianaria, il plenum del Csm ha approvato il parere negativo sul ddl, sollevando problemi di incostituzionalità che erano già stati rilevati dalla sesta commissione dello stesso organo.

E i giudizi dei togati sul cosidetto “processo breve” sono stati assai impietosi: “In nome di interessi privati – ha detto il magistrato Fabio Roia durante il dibattito che ha preceduto la votazione – c’é il rischio di determinare uno tsunami per la giustizia”. Il procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito, ha invece preferito ricorrere all’efficace metafora: “Il treno veloce della giustizia – ha detto – non può realizzarsi con una vecchia vaporiera e senza tener conto delle esigenze dei pendolari”.

Pungente anche l’immagine utilizzata da Betta Cesqui, che rimanda a una situazione paradossale: “E’ come realizzare – ha spiegato – il sogno dell’eterna giovinezza, sopprimendo la gente a 20 anni“.

Al di là dei singoli pareri, comunque, il Csm ha sostenuto con forza la “pericolosità” del ddl che potrebbe avere l’effetto di un’ “inedita amnistia processuale ” per reati di “considerevole gravità” e rischia di portare alla “paralisi” l’intera macchina giudiziaria italiana. Non solo. Secondo i togati il ddl sul processo breve determinerà anche “un incremento dei danni finanziari a carico dello Stato”. Pollice verso dunque; e senza possibilità di appello.

Maria Saporito