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Massimo Tartaglia confessa: “Lo odio, ecco perché l’ho colpito”

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Ci sono volute ben 2 ore di interrogatorio prima di ottenere una risposta. Massimo Tartaglia, l’aggressore del premier ha spiegato perché ha colpito Silvio Berlusconi: “L’ho colpito perché odio la sua politica”.
L’uomo 42enne con problemi psicologici da quando di anni ne aveva 18, ha fornito la sua versione dei fatti, nonostante appena venne arrestato dalla sicurezza si ostinava ad urlare “Non sono io, non sono nessuno”.

Dopo aver ascoltato le parole di Berlusconi in piazza del Duomo, Tataglia si è allontanato infastidito, poi proprio mentre stava cercando di raggiungere la metropolitana, ha visto un gruppo di contestatori, si è avvicinato e una volta pronto per tornare indietro si è imbattuto nel premier, e lì ha commesso il suo gesto.
Ciò che ha incuriosito gli agenti è il contenuto di prodotti e oggetti presenti nella valigetta dell’uomo: una bomboletta di spray urticante, una lastra in plexiglass di venti centimetri, un crocifisso in gesso lungo circa 30 centrimetri, un soprammobile in quarzo e un accendigas di grosse dimensioni. Chiaramente, prima del suo gesto, vi era anche una miniatura del Duomo, finita poi sul volto del premier.

Il padre dell’uomo racconta: “Massimo ha agito da solo, non ha mai fatto parte di gruppi politici. Ieri ci ha detto che sarebbe uscito con un’amica. Non ha mai manifestato un’avversione violenta per Berlusconi. In casa si parla di politica ma in modo normale e adesso non so come fare ad aiutare mio figlio”.

Alessandra Battistini